21 November 2018

L’evento iper estremo: quando la realtà va oltre il range previsionale

Un evento estremo è, in statistica, un accadimento decisamente poco probabile in un range (una forbice) di variabili casuali. Se nella località X piovono in un anno 1.000 mm d’acqua e in un determinato anno (ad esempio nel 2016) ne sono caduti 1.700, vuol dire che è stato un anno piovosissimo: se nella serie storica della località X (mettiamo 100 anni) ci sono 2 anni attorno a 1.700 mm, allora il 2016 è stato un evento estremo in qualità di cumulato annuo (succede cioè 2 anni su 100 o se preferite 1 anno su 50).

Un evento iper-estremo è un evento talmente fuori scala che non compare neanche tra i valori massimi che ci potremmo aspettare: è come se in un determinato anno, nella località X cadessero 2.500 mm, cioè molto al di sopra di qualsiasi altro anno super-piovoso presente nella serie storica.

Lo stesso si può fare sia per un singolo evento (temporale severo, rain rate, ondata di caldo, di freddo, ecc.), sia per una stagione o un anno.

Nella figura qui sotto, si nota un grafico disegnato da me: sulle ascisse ho inserito la temperatura (dato indicativo, ad es. la temperatura media dell’estate per la località X); sulle ordinate ho posto la probabilità di avere un’estate ad una determinata temperatura. Si nota come un evento iper-estremo vada oltre il grafico “a campana” (o distribuzione gaussiana) mostrata nel grafico.

Immagino che il primo “evento iper-estremo” che possa venire sia l’aberrante estate 2003, sia in qualità di temperature, sia di siccità. Ma c’è un altro evento iper-estremo che si può citare ed è stata la siccità dell’anno 2017, in particolare per le regioni del Nord-Ovest e la Toscana: sia chiaro, non che in altre regioni sia andata meglio, ma c’è stato almeno un caso paragonabile (vedasi l’estate 2012 per Romagna e Adriatiche), quindi l’evento in sé non è più iper-estremo.

Ma per il Piemonte la siccità del 2017 è stato davvero qualcosa di “mai visto prima”, ben oltre ogni peggior aspettativa. La siccità è cominciata in inverno, proseguita in maniera marcata in primavera, peggiorata in estate e diventata apocalittica in ottobre: stavolta il termine sensazionalistico è accettabile, perché la situazione a fine ottobre era davvero nera e senza il minimo riscontro in secoli di clima. La sorgente del Po si è seccata, il Monviso (3.300 metri) era senza un cm di neve, devastanti incendi, suoli secchi, moria di piante per la mancanza d’acqua, deficit idrico del 60/70% su 12 mesi…

Per fortuna la situazione s’è decisamente ripresa, ma concludo l’articolo con il fatto che è sbagliato prendere a modello un evento “Iper-estremo”: se sentiamo dire frasi del tipo “ma tanto nel 2003 ha fatto più caldo” o “nel 2017 ha piovuto di meno”, non diamone conto, poiché il confronto va fatto coi valori NORMALI (cioè quelli che ci aspettiamo più probabili, si veda ancora il grafico) e non quelli iper-estremi, altrimenti si giustifica sempre tutto, finché non ci sarà una nuova estate 2003 o una nuova siccità 2017.

Davide Santini

L’evento iper estremo: quando la realtà va oltre il range previsionale