18 January 2021

L’evento nevoso in Emilia Romagna del 13 novembre 2017

Sui siti meteo spopolano le foto della neve al piano in Emilia-Romagna. Un evento simile è notevole ed è nato grazie a un profondo nocciolo gelido in quota che ha raggiunto la Pianura Padana da NE, e una volta che sono iniziate le intense precipitazioni l’aria fredda ha raggiunto le pedemontane e le temperature si sono abbassate di diversi gradi, portando la prima nevicata di stagione, decisamente precoce per quelle zone, soprattutto se paragonata agli ultimi anni, davvero avari di neve (si leggano a fine articolo le parole del dr. Lombroso, che spiega a dinamica precisa).

Ho letto spesso di fenomeno eccezionale secondo alcuni, normale secondo altri: se due opinioni così opposte sono accettate dalla popolazione vuol dire che c’è parecchia confusione. L’episodio di per sé non è eccezionale, ovverosia la dinamica di questo peggioramento è frequente nel periodo ottobre-marzo. Ciò che è inusuale è avere neve al piano nella prima metà di novembre. Diciamo pure una cosa: NON era normale neppure nel 1800 (e qui ho letto tra i commenti che accadeva tutti gli anni, smettiamola per favore di dire che nel 1800 ogni inverno venivano giù metri di neve da novembre ad aprile…), men che meno lo è oggi, ma non si può parlare di “evento storico”, poiché ci sono diversi termini di paragone. Uno su tutti l’episodio nevoso (quello si “storico”) del 3-4 novembre 1980, la nevicata più precoce del XX secolo, ben più ingente di questa e per giunta capitata 10 giorni prima nel calendario.

Ho cercato in rete le nevicate più precoci in zona e ho letto da vari utenti di meteoforum (ma sarebbero da verificare) le seguenti date: per Bologna 29 ottobre 1828 e per Modena il 9 ottobre 1869. Secondo i dati di Modena (cortesia Meteo Unimore, Osservatorio Geofisico), la neve è comparsa solo due volte in ottobre (1869, 1887) e solo nel 1980 cadde prima come calendario. Alla luce di ciò per Modena potrebbe (condizionale) essere la 4° o la 5° nevicata più precoce degli ultimi 200 anni (a seconda delle trascrizioni dati del ‘800), sebbene con accumulo appena misurabile (1 cm).

Classifichiamo questo evento come “normale” per la sua dinamica e per “inusuale” come valori termici: ricordo che con le gocce fredde in particolari condizioni le temperature della colonna d’aria possono abbassarsi sensibilmente per alcune ore, come è successo oggi: se andiamo a vedere cosa è successo a Piacenza è piovuto con una minima di 6°, quindi assolutamente normale.

È stato un evento freddo importante, ma non esageriamo con gli aggettivi: forse tra 30 anni sarà eccezionale, ma per adesso non lo è (ancora).

Per concludere, cito le parole del dott. Luca Lombroso, presidente dell’Osservatorio Geofisico di Modena: “In mattinata a portare il repentino abbassamento del limite delle nevicate in pianura hanno contribuito da un lato l’intensità delle precipitazioni, in pratica semplificando succede che quando cadono forti precipitazioni il fiocco di neve non fa a tempo a fondere completamente; dall’altro un complesso fenomeno noto come CAD (cold air damming “diga di aria fredda”), per cui accade che aria fredda si accumula a ridosso e ai piedi di una barriera montuosa, nel nostro caso l’Appennino”.

Andamento termico davvero curioso per Faenza Nord (cortesia Asmer): si nota la massima di 16 gradi (a mezzanotte!!) grazie ai venti di caduta appenninici e poi il crollo termico, ultimato con la neve al piano. Curioso notare come una giornata con 16° a mezzanotte possa dare neve al mattino! Le meraviglie del nostro clima…

Davide Santini