18 January 2021

Libeccio o Scirocco, cosa cambia per il TEMPO sull’Italia?

In vista di una fase caratterizzata da venti meridionali, cerchiamo di capire cosa cambia a seconda che il vento giunga da sud-est (Scirocco) o da sud-ovest (Libeccio). Tanto per iniziare: i venti meridionali solitamente si accompagnano all’avvicinamento di una depressione. La curvatura di questi venti è pertanto ciclonica (contraria al senso delle lancette dell’orologio) e dunque favorisce la costruzione di ammassi nuvolosi.

Cosa ci dobbiamo aspettare se sull’Italia arriverà lo Scirocco? Appurato che a questo tipo di corrente si accompagnano masse d’aria calde (relativamente alla stagione) e comunque umide, ci dovremo aspettare un impatto di tempo perturbato essenzialmente laddove il vento si trovi ad intercettare in via più o meno perpendicolare una catena montuosa o una linea di costa alta. Al sud vengono impegnati da piogge particolarmente importanti catanese, messinese, Calabria ionica e golfo di Taranto.

Non dimentichiamoci che la restante massa d’aria, sfuggita a queste zone, scorre lungo il Tirreno meridionale finendo sulla Sardegna, andando a colpire i settori meridionali ed orientali, mentre la porzione che risale l’Adriatico si imbottiglia lungo la pianura Padana e scarica abbondanti precipitazioni su alto Piemonte, bassa Valle d’Aosta e nord Lombardia.

sciroL’entità delle stesse dipende però anche da altri fattori, compresa l’azione di pilotaggio offerta dalle concomitanti correnti in quota che spesso possono presentarsi sotto forma di Libeccio con caratteristiche termiche e igrometriche anche molto diverse. E proprio anche quest’ultimo vento diviene protagonista in altre occasioni, sopraggiungendo sullo Stivale con il suo carico di precipitazioni e interessando altre zone rispetto al collega precedentemente citato.

I versanti italiani maggiormente esposti agli umidi venti di Libeccio e alle relative precipitazioni sono il Levante ligure, l’alta Toscana, l’ovest della Sardegna e l’intero il versante tirrenico centro-meridionale.

Fanno eccezione alcuni settori della bassa Toscana che in alcuni frangenti possono rimanere parzialmente al riparo dalle montagne della Corsica. Anche il basso Piemonte, l’Emilia Romagna e in genere il versante adriatico spesso soffrono la mancanza di Romagna e in genere il versante adriatico spesso soffrono la mancanza di precipitazioni significative a causa dell’ombra pluviometrica proiettata rispettivamente dalle Alpi Marittime e dalla catena appenninica. Ben note ai Marchigiani e agli Abruzzesi le correnti calde e asciutte di Garbino. Su queste regioni, nella stagione estiva, le uniche chance piovose sono affidate allo sconfinamento di cellule temporalesche sfuggite alle retrostanti creste montuose in casi di Libeccio particolarmente instabile.

Insomma, regione che vai, vento che trovi, ma soprattutto pioggia che arriva. L’Italia ad ogni occasione si conferma quale splendido laboratorio naturale per lo studio dei microclimi e dei relativi fenomeni meteorologici. Eppure c’è ancora qualcuno che sta ad ascoltare chi parla di “Caronte” o degli “uragani killer”…

Luca Angelini

 

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