L’incredibile potenza e pericolosità dei fulmini “positivi”

Una premessa: la terra e la sua atmosfera costituiscano un gigantesco condensatore elettrico, dove la superficie terrestre assume la carica negativa e l’atmosfera quella positiva.  L’atmosfera non è perfettamente isolante per cui si stabilisce, tra essa e il suolo, una corrente elettrica media, detta di cielo sereno, di circa 1000  – 1500 ampere.

Tale corrente in brevissimo tempo (molto meno di un’ora) scaricherebbe il “condensatore” terrestre, se il suolo non venisse continuamente alimentato da nuove cariche negative. Questo può avvenire grazie ai fulmini dei temporali che incessantemente si succedono nel mondo.

La nube che produce attività elettrica è nella stragrande maggioranza dei casi è il cumulonembo, la nube temporalesca appunto, anche se fulmini si verificano anche nel cosiddetto “pirocumulo“, la nube emessa da eruzioni vulcaniche di particolare violenza.

Fatto sta che, una volta formatosi, il cumulonembo – a causa degli urti che avvengono al suo interno tra goccioline d’acqua e cristalli di ghiaccio – si carica elettricamente. La ripartizione elettrica vede le cariche positive accumularsi alla sommità della nube, quelle negative in quella inferiore. Ora però, per il fenomeno dell’induzione elettrostatica, il suolo, normalmente carico negativamente, si carica positivamente. Quando la differenza di potenziale tra suolo e nube supera un certo limite parte la scarica elettrica, il fulmine appunto.

Normalmente i fulmini ascendenti (più frequenti su punte o zone montuose verticali) o discendenti (più tipici delle zone piatte), sono di tipo negativo, ossia tendono a scaricare a terra le cariche negative accumulate alla base della nube. E questo accade sotto il temporale.

Vi sono però dei fulmini – che costituiscono l’1% del totale e che quindi sono piuttosto rari – che si originano al top del cumulonembo carico positivamente e, fuoriuscendo dalla nube temporalesca, vanno a colpire il suolo lontano dal temporale stesso che è infatti carico negativamente. La loro potenza può essere fino a 100 volte più intensa rispetto alle classiche saette a carica negativa, la progressione discendente (o ascendente a seconda dei casi) avviene in modo continuo, non a scatti come per i fulmini negativi, inoltre la loro lunghezza può raggiungere anche alcune decine di chilometri.

Data la loro potenza, i fulmini positivi possono provocare effetti distruttivi notevoli, tuoni particolarmente lunghi e impressionanti e, in considerazione del fatto che raggiungono aree esterne al temporale, sono molto pericolosi in quanto finiscono su zone apparentemente sicure (il classico fulmine a ciel sereno). Un metodo empirico per valutare la sicurezza o meno della nostra posizione rispetto all’essere colpiti da un fulmine positivo è quello di rimanere al di fuori dell’area entro la quale si ode il rumore dei tuoni in atto all’interno del temporale.

Nella figura in alto uno spettacolare fulmine positivo immortalato dal meteorologo Lorenzo Catania.

Luca Angelini

L’incredibile potenza e pericolosità dei fulmini “positivi”