20 October 2017

L’incredibile scomparsa del lago di Aral

Come lo sviluppo insostenibile può distruggere il Pianeta.

Il lago di Aral era un lago salato di origine oceanica, situato alla frontiera tra l’Uzbekistan e il Kazakistan. Prima del 1960 il lago di Aral si estendeva su 68 mila km quadrati ed era il quarto lago più grande del mondo dopo il mar Caspio, il lago Superiore ed il lago Vittoria. A partire dal 1960, la sua superficie si è via via ridotta fino a portare alla sua scomparsa completa scomparsa negli anni più recenti.

Sono forse i cambiamenti climatici responsabili della morte del lago di Aral? La risposta è negativa. Il problema dei cambiamenti climatici è secondario anzi, è successo l’opposto: il clima locale è cambiato a causa della scomparsa del lago. Estati più calde ed afose si alternano ad inverni molto rigidi.

Il suolo intorno al lago è ormai un deserto e la desertificazione favorisce una più alta frequenza ed intensità delle tempeste di sabbia e polvere, una polvere non naturale, ma inquinata dai residui tossici di una base militare sovietica abbandonata, e da pesticidi e fertilizzanti provenienti dalla coltivazione del cotone.

Ora al posto del lago ritroviamo una sterminata crosta di sale. La morte del lago di Aral ha invece un altro nome: la produzione di cotone. I due grandi fiumi che sfociavano nel lago di Aral con portate d’acqua più che doppie rispetto al Po, non hanno più portato acqua al lago. Questi due fiumi: il Syr Darya e l’Amu Darya, sono stati deviati per portare acqua a sterminati campi di cotone del Turkmenistan, dell’Uzbekistan e del Kazakhstan. Ed il lago, non più alimentato, e con la forte evaporazione estiva, si è lasciando sul suolo una spessa coltre di sale.

Ulteriori informazioni su questo disastro ambientale che sta passando le più assoluto silenzio in questa recente dichiarazione del Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Prof. Vincenzo Ferrara

L’incredibile scomparsa del lago di Aral