23 July 2018

L’INVERNO al di là delle Alpi

Quando si instaurano i cosiddetti scambi meridiani, ossia quando le correnti procedono da nord verso sud oppure da sud verso nord, le condizioni meteorologiche sull’Italia risentono moltissimo dell’interferenza da parte delle catene montuose.

In questi ultimi giorni, le correnti portanti si sono spesso disposte dai quadranti settentrionali, apportando aria via via più fredda. Le precipitazioni però nel complesso sono sempre state piuttosto scarse, se non addirittura assenti su vaste porzioni del nostro territorio.

Questo è avvenuto per due motivi principali. Il primo a causa di una sconnessione tra la circolazione in quota (ciclonica) e quella nei bassi strati (anticiclonica), il secondo per via dell’azione di sbarramento opposta dall’arco alpino, messo di traverso rispetto all’asse di queste correnti.

Una siffatta situazione ha determinato da un lato l’accumulo di gran parte dell’aria fredda al di là del confine di Stato – basti controllare ad esempio le temperature minime che sono state registrate questa notte in Svizzera e in Austria – mentre dall’altro ha spinto i corpi nuvolosi a scaricare le relative precipitazioni sempre sui versanti esteri dell’arco alpino, determinando un vistoso sbalzo negli accumuli al suolo (si noti la figura in alto, click per aprirla).

Insomma se dalla nostra parte sta facendo freddo e in quota è arrivata anche la neve, dall’altra è arrivato proprio l’inverno vero, quello che fa battere i denti. Nulla di strano, nessuna anomalia. bisognerà poi vedere cosa succederà dopo, se questa situazione persisterà oppure se tenterà di cambiare registro, così come pare emergere dalle ultime analisi per il periodo natalizio.

Luca Angelini

L’INVERNO al di là delle Alpi