20 October 2018

L’INVERNO si prende una pausa, ma non per tutti è necessariamente un male…

In questi giorni il nostro paese è stato investito da masse d’aria in risalita dal nord Africa, con temperature in netta ascesa rispetto ai rigori (non eccessivi sia chiaro!) delle prime due decadi di dicembre. Ovviamente, molti meteo-amatori non sono contenti di tale aumento termico, ma è opportuno fare due considerazioni.

La prima è che una tal configurazione, tipica dell’autunno, può capitare in ogni stagione (di rado anche in estate, vedi giugno 2005), non è così inusuale in inverno, sebbene sia una fase decisamente mite per il periodo (che dovrebbe essere di norma tra i più rigidi dell’anno).

La seconda è che è ottimale per il risanamento idrico di una delle (poche) aree italiane non ancora interessate appieno dal dinamismo del bimestre novembre-dicembre, ovvero l’estremo Nord-Ovest, e in particolare Piemonte e Ponente Ligure. Nonostante la ripresa delle precipitazioni (due volte nevose fino al piano) di dicembre, le suddette regioni soffrono ancora di un marcatissimo deficit idrico a livello annuale.

L’indice SPI mostra la gravissima penuria d’acqua del “Piemonte Idrologico” (figura in alto, click per aprirla, cortesia Arpa Piemonte), che comprende Piemonte, Valle d’Aosta e una piccola porzione di Liguria e Lombardia nord-occidentale.

Si guardi alla figura più a destra (SPI a 12 mesi): questo è il deficit idrico dell’anno 2017 (solare): metà dell’area in questione ha subito siccità estrema, 1/4 siccità severa e solo la VDA e alcune aree settentrionali sono in media, grazie all’estate molto piovosa. No, non è un errore, l’estate 2017 (aridissima quasi dappertutto) è stata ricca di spunti temporaleschi su Valle d’Aosta e Verbano: in queste aree, infatti, anche un banalissimo debole cavo d’onda del geopotenziale può scatenare temporali di media-forte intensità, grazie alla particolare orografia. Verbania, Domodossola e Aosta hanno infatti avuto un’estate addirittura più piovosa della media e, nonostante la siccità gravissima di gennaio e ottobre, hanno chiuso il 2017 in media pluviometrica.

Per una volta, lasciamo da parte sensazionalismi verso il freddo esagerato e prendiamoci questa manna dal cielo per le suddette aree. Una piccola precisazione: ArpaPiemonte ha affermato che, se gennaio 2018 sarà piovoso (fatto molto plausibile) si ritornerebbe in media per SPI 3 e SPI 6, ma per ritornare in media su SPI12 dovremmo avere 3-4 peggioramenti come quello in arrivo, spalmanti su 2-3 mesi; vedremo se anche queste regioni torneranno nella norma pluviometrica, intanto questo peggioramento sarà importantissimo per le scorte idriche in vista della prossima estate (ricordo che è stata ANCHE la mancanza di questi peggioramenti l’inverno passato che hanno portato a un 2017 così deficitario).

Davide Santini

L’INVERNO si prende una pausa, ma non per tutti è necessariamente un male…