4 December 2020

Le stazioni meteo preferite dagli appassionati

L’INVERNO si prepara, braccio di ferro alle alte latitudini

Se nulla si crea e nulla si distrugge, così come postulano le leggi fisiche “della conservazione”, uno di quei due lobi che vediamo disposti affiancati alle alte latitudini dell’emisfero, verrà a trovarci. Si, ma quale?

Prendo spunto da un’osservazione del meteorologo Lorenzo Catania, per farvi notare che nelle ultime settimane alle alte latitudini si sono andate consolidando due centri di massa diametralmente opposti, l’uno che fa capo ad una vistosa anomalia negativa di temperatura in territorio siberiano, l’altro, ancor più evidente, fa capo ad una impressionante anomalia positiva di temperatura sul Mar Glaciale Artico. Insomma, pare quasi che il Polo climatico, consentitemi questa terminologia colloquiale, si sia spostato con asse sul blocco continentale euro-asiatico.

Il dipolo caldo-freddo vanta scarti rispetto alla media fino a 20°C, il che sta facendo della Siberia un vero e proprio freezer all’opposto dell’Artico dove il clima si fa di anno in anno sempre più dolce. Per questi motivi, la figura anticiclonica gelida per antonomasia, l’anticiclone siberiano, sta prendendo forma proprio grazie al peso consistente di questo blocco gelido piazzato come un enorme macigno al di là degli Urali e manda di quando in quando, qualche spiffero freddo anche verso l’Europa (vedi lieve anomalia ivi presente contrassegnata dal colore azzurro). L’aria mite fa invece da contraltare dove le terre finiscono e inizia l’oceano Atlantico, laddove si rinnova l’apporto di aria calda (calda dal punto di vista della Fisica).

Insomma, si profila un vero e proprio braccio di ferro tra due ciclopi, i quali certamente contribuiranno a mantenere interessante il quadro che si prospetta per la prossima stagione invernale. Ma torniamo al quesito iniziale: chi vincerà tra i due?

Questo al momento nessuno lo può sapere. A rigor di logica, possiamo solo ritenere più influente la corrente che ci viene incontro secondo quella che è la circolazione generale dell’atmosfera, la quale trasporta le masse d’aria da ovest verso est. Non dobbiamo quindi sottovalutare quella enorme massa di aria “poco fredda” prossima alle coste europee, pur buttando di quando in quando un’occhio anche a quel muro gelido che, se lasciato a briglia sciolta, potrebbe mettere la sua firma sulla stagione invernale che verrà, magari riscattando anche le ultime due che l’hanno preceduta.

Luca Angelini

L’INVERNO si prepara, braccio di ferro alle alte latitudini