5 April 2020

L’Italia e il freddo: è sempre un rapporto così difficile?

Molti lo cercano, tanti lo vogliono, ma lui molto spesso delude. Stiamo parlando del freddo in Italia, croce e delizia degli appassionati meteo, ma anche dei professionisti, costretti a pronosticare il tempo procedendo a vista, sui carboni ardenti di una evoluzione sempre in forse, fino all’ultimo. Il freddo in Italia, vanitoso e sfuggente come una bella signorina, molto spesso dato per scontato dai sognatori della Siberia dietro casa, ma anche dai Longers più volitivi, magari abbagliati da correlazioni antesignane ancora tutte da capire.

L’Italia e il freddo: perchè deve essere un rapporto così difficile?

Prima di tutto perchè l’Italia si pone climaticamente entro la fascia temperata, punto di cerniera tra i climi d’oltre mare, caratterizzati da masse d’aria subtropicali, e i climi nordici, che rispondono con masse d’aria polari. Non solo, ma la nostra Penisola, splendido molo naturale placidamente disteso per oltre 1000 chilometri nel bel mezzo del mar Mediterraneo, funge da crocevia tra masse d’aria marittime e continentali, un clima temperato diviso tra mare e terra, difeso da imponenti catene montuose, con  numerose sfumature che ne fanno uno tra i più ricercati al mondo.

Ma come se non bastasse, ecco che anche lui, si proprio lui il freddo, ci mette lo zampino: le sue caratteristiche fisiche, che ne fanno un blocco pesante ed inerte, di certo non lo aiutano qualora, espulso da anticicloni freddi come quello russo-siberiano, si muova in direzione delle medie latitudini.  L’assottigliamento orizzontale dell’aria fredda, al transito sopra superfici progressivamente più calde, è rapido e ne mina irrimediabilmente la radice. La sua inevitabile instabilizzazione, che si traduce in uno spreco di energia volto al ripristino dell’ equilibrio perduto, va a costruire convezione, quindi temporali (in inverno soprattutto sul mare), segnale che anche la miscelazione verticale ne ha ulteriormente intaccato le caratteristiche originarie.

spaghi freddoInsomma, parte 100, ma arriva 10, sempre che arrivi. Si, perchè c’è un ulteriore nodo da sciogliere per l’azzecca garbugli di turno nelle Sale Previsioni dei Centri Meteo italiani: la predicibilità. Se il caldo ci sorvola, il freddo striscia sulle asperità dei terreni, inciampa sulle discontinuità termiche che incontra, sbatte contro le montagne, in un vero e proprio percorso ad ostacoli. Per questo un’irruzione fredda diventa difficile da simulare da parte dei modelli numerici, anche a brevissimo termine. I vortici cui si accompagnano le irruzioni polari o artiche, spesso rimbalzano come palle da biliardo e la previsione si riduce ad un qualcosa simile ad una partita a stecca.

Morale: mai dare il freddo per scontato, mai interpretare i bollettini meteo con i desideri, mai dar credito a chi dispensa gelo facile. Una irruzione di aria fredda o gelida che dir si voglia, richiede la sinergia, l’incastro favorevole di diversi fattori, non sempre disponibili sul Mediterraneo. Poi quando l’agognato gelo effettivamente arriva, ci sarà sempre qualcuno pronto a pontificare. Bravo, diremo noi, ben sapendo che gridando al lupo al lupo, prima o poi ci si prende.

Luca Angelini

 

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