21 January 2021

L’OPI corre in soccorso dell’inverno (prima parte)

Chi più lontano guarda, più a lungo sogna. Questa frase epica, pronunciata dal grande alpinista scomparso Walter Bonatti, racchiude quell’energia vitale che ha portato l’uomo a superare se stesso ogni giorno, generando il progresso che tutti conosciamo. Anche le mondo della meteorologia lo stimolo di andare oltre, si esplica in quella branca delle previsioni che è ancora tutta da scoprire, quella delle previsioni stagionali.

E proprio a tale scopo, grazie a studi di carattere euristico-statistico, sono stati elaborati diversi indici meteo-climatici, denominati teleconessioni, ovvero connessioni climatiche a distanza. Tra tutti gli indici studiati allo scopo di scovare SAIelementi predittori del tempo a scadenza stagionale, è emerso di recente l’OPI, al secolo October Pattern Index, il quale sintetizza alcune caratteristiche chiave dello schema circolatorio planetario del mese di ottobre e che appare in correlazione con l’andamento del vortice polare (Oscillazione Artica, indice  AO) nel trimestre invernale (dicembre-gennaio-febbraio).

A braccetto con OPI e AO è emerso un altro indice, noto come SAI (Cohen 2011), il quale evidenzia una correlazione molto elevata tra la velocità di avanzamento della copertura nevosa sulle zone euroasiatiche nel mese di ottobre e l’Oscillazione opiArtica media che si registra nel successivo trimestre invernale. In altre parole, un indice OPI negativo, di concerto con un indice SAI positivo, predicono un inverno con indice AO in prevalenza negativo.

Ma questo andamento è proprio quello che è emerso dallo studio riferito alle linee di tendenza per il prossimo inverno. Ma cosa indica esattamente l’AO, Oscillazione Artica? L”AO è un indice di zonalità, esprime cioè la velocità del flusso portante in troposfera. Un flusso veloce, che si associa a zonalità elevata, genera valori di AO positivo; di contro, un flusso lento, cioè con marcate ondulazioni, genera valori di AO negativo, il pattern circolatorio predetto dai nostri indici, che genera scambi di masse d’aria lungo i meridiani.

E quando l’aria scorre lungo i meridiani, e arriva da nord, porta il freddo.

Fine prima parte…

Luca Angelini

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