Lorenz, l'uomo che dominò il caos

Edward_lorenzA sette anni dalla scomparsa, avvenuta il 17 aprile del 2008, torna alla mente lui, l’indiscusso fondatore della Meteorologia moderna, Edward Norton Lorenz. A lui si deve la scoperta di quella frazione fisica del processi meteorologici che non può essere descritta e simulata e che rappresenta il cosiddetto caos deterministico.

La genialità di questo scienziato, classe 1917, distintosi per la sua capacità di uscire da quel mondo scientifico elitario che di fatto erigeva un muro invalicabile tra la scienza e la gente, vide la sua espressione più alta nella celeberrima rappresentazione dell’effetto farfalla: “il battito d’ali di una farfalla in Brasile può essere in grado di far scatenare un temporale in Texas”.

Correva il 1963 quando Lorenz elaborò un modello di simulazione atmosferica a 12 variabili e lo fece girare per tre giorni con i medesimi dati iniziali. Lo scienziato rimase esterrefatto: nonostante l’identica inizializzazione, dopo una prima fase stabile, le condizioni meteorologiche reali si discostarono letteralmente senza apparente motivo dalle soluzioni matematiche. Aveva scoperto la non linearità dell’evoluzione atmosferica rispetto alle leggi della Fisica rappresentate dalle equazioni matematiche.

Questo dato permise di perfezionare significativamente la previsione meteorologia decretandone però definitivamente i suoi limiti. In sostanza Lorenz dimostrò che pur rappresentando ai dati iniziali fenomeni deterministicamente prevedibili, il nostro modello andrà inevitabilmente incontro ad un limite invalicabile oltre il quale la frazione caotica dell’atmosfera avrà il sopravvento sullo sviluppo matematico.

Nel 1991 fu insignito del Premio Kyoto ma non del Nobel in quanto clamorosamente non previsto per i Meteorologi. Da quel lontano 1963 la meteorologia ha fatto passi da gigante e ogni giorno migliaia di modelli girano oggi negli elaboratori applicando quella fondamentale variabile che la scienza conserverà per sempre con il nome di “Attrattore di Lorenz”.

Luca Angelini

 

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