24 November 2020

L’ultima parte dell’inverno destinata ad un lento inevitabile declino

Se l’inverno meteorologico termina il 28 febbraio vuole dire che mancano esattamente 20 giorni alla fine della stagione. Naturalmente non è ancora tempo di bilanci, anche se molti di noi si son già fatti l’idea di che stagione si è trattata. A meno di (improbabili) colpi di scena sul finale, il mese di febbraio pare destinato a trascorrere senza grandi scossoni, almeno sino a dove è lecito spingersi con le analisi probabilistiche, ovvero sino all’inizio della terza decade. In altre parole le ultime carte buone ce le giochiamo proprio nelle prossime ore, con qualche nevicata qua e là al nord e in Appennino.

Prendendo come riferimento i modelli elaborati dai migliori centri di calcolo mondiali, che come ormai sapete sono l’inglese ECMWF (qui sotto) e l’americano GFS (sopra in evidenza), si nota nella prosecuzione del mese un graduale ma sostanziale appiattimento della situazione meteorologica, almeno dal punto di vista delle temperature. Questo vuole dire che l’aria fredda presente sull’Europa orientale non farà passi avanti, anzi probabilmente arretrerà di qualche centinaio di chilometri allontanandosi da noi.

Con buoni margini di probabilità sino alla metà del mese ci dobbiamo attendere quindi un tipo di tempo instabile derivante dall’intrusione delle correnti perturbate atlantiche, mentre a seguire pare possibile un centro rialzo della pressione atmosferica, il che per la terza decade prelude ad un tipo di tempo più tranquillo e con un profilo di temperature che mediamente pare indirizzato verso una fase complessivamente temperata tipica di fine inverno.

Questo non significa che il freddo sia un argomento ormai archiviato, ma solo che starà alla primavera ormai non più tanto lontana, farne eventualmente buon uso nella sua prima parte che è risaputo essere normalmente assai dinamica ed esuberante.

Luca Angelini

L’ultima parte dell’inverno destinata ad un lento inevitabile declino