Ma che CALDO fa, diamo qualche numero

Finora l’estate 2018 ha presentato un mix tra estati anni ’80 (con fasi piovose e caldo senza particolari eccessi) ed estati anni 2000 (con caldo intenso anche senza robuste figure di alta pressione). Ora c’è una vera e propria virata verso il secondo tipo, in quanto siamo ormai immersi entro la prima vera intensa ondata di caldo dell’estate.

Di per sé non sarebbe un dramma (e infatti non lo è, ne trattasi di episodio eccezionale come qualcun già tenta di voler fa credere). In fondo la vicinanza geografica al Nord Africa fa sì che tali ondate siano possibili (e lo sono state anche in epoche remote).

Il problema sorge quando il superamento della soglia di calura intensa (34°C) viene prolungato per 5, 7 o 10 giorni. Tal valore, benché molto alto e piuttosto atipico per la Pianura Padana soprattutto occidentale, rientra nel nostra clima solo in maniera estremamente occasionale, verosimilmente qualche volta al decennio. Dagli anni 2000, invece, è diventato frequente e dal 2009 a oggi nell’area milanese, tanto per citare un esempio, ogni estate ha avuto almeno un giorno di calura intensa, con picchi esagerati di 15-20 giorni di calura intensa in anni come 2015 e 2017. Quest’anno ufficialmente non è ancora stato superato, ma l’alta pressione sub-tropicale in arrivo sicuramente farà rientrare l’estate 2018 nella casistica della “nuova normalità”.

Per concludere, vi porto un altro esempio pratico: prendo il caso di Torino Caselle AM (stazione ufficiale WMO) ha una media delle massime per il mese di luglio di 28°C. Registrare una Tmax superiore a 36°C per la suddetta città (in luglio…) equivale come anomalia inversa ad avere una giornata sotto i 20°C di massima. Nel primo caso il valore, benché altissimo, viene quasi “accettato”, mentre nel secondo si parla di “estate flop” o “estate pazza”. Nei decenni passati era ugualmente raro registrare tale anomalia, negli ultimi anni i giorni di massima sotto i 20°C nel mese di luglio sono praticamente scomparsi, mentre quelli superiori a 36°C diventati molto più frequenti.

Davide Santini

Ma che CALDO fa, diamo qualche numero