19 June 2018

Maggio 2018 al nord: piovoso, estremamente temporalesco ma piuttosto caldo

Il discorso vale in modo particolare per le regioni di nord-ovest. I dati per la mia zona (milanese e adiacenze) parlano chiaro: il mese di maggio è stato molto piovoso (anche se lontano dai record secolari), estremamente temporalesco (quello sì prossimo ai record secolari, qualora ci fossero), poco soleggiato e piuttosto caldo (+1.3°). Com’è possibile un mix di tali caratteristiche apparentemente in disaccordo?

Il motivo è il seguente: il nord-ovest è stato praticamente per tutto il mese una specie di “terra di nessuno”, sia ai margini dei promontori sub-tropicali che hanno interessato lo Stivale dalla Toscana in giù, sia ai margini della falla iberico-marocchina che in questo mese di maggio ha dato davvero il meglio di sè, con piovosità eccezionale nella penisola iberica (poco soggetta a piogge, nel mese di maggio), nella bassa Francia e in buona parte del Centro-Nord italiano.

L’immagine qui a fianco (cortesia di NOAA NCEP/NCAR Reanalysis) mostra in maniera eloquente l’enorme surplus pluviometrico dell’alto Mediterraneo: Spagna, bassa Francia e Centro-Nord italiano sono stati alle prese con precipitazioni frequentissime (l’unità di misura è il mm/giorno). L’anomalia è presente anche (in parte) in meridione, soprattutto grazie agli unici due fronti molto ben organizzati del mese e anche grazie al fatto che il mese di maggio è piuttosto secco in quelle aree.

A livello continentale c’è stato un vero e proprio pattern bloccato, con un vastissimo e persistente anticiclone scandinavo (si veda l’immagine sotto), il quale ha impedito il normale flusso zonale e ha di fatto mandato un gran numero di perturbazioni sul Mediterraneo occidentale.

L’immagine qui a fianco (cortesia di NOAA NCEP/NCAR Reanalysis) mostra le anomalie di geopotenziale a 500 hPa a livello europeo: veramente impressionante l’anomalia sulla Scandinavia (180 hPa a livello mensile!).

Tornando a livello regionale, la vera anomalia sul Nord Italia è stata paradossalmente la mancanza di frequenti fronti perturbati: sono stati solo due, infatti, i netti ricambi d’aria, mentre i frequentissimi temporali sono stati originati dai continui flussi da SSW, non particolarmente ingenti, ma sufficienti a scatenare tantissime celle convettive, grazie anche ai dew point da Indocina (18-22°).

L’immagine qui sopra (CML) mostra gli accumuli del giorno 30 maggio, uno degli eventi temporaleschi più intensi degli ultimi anni per la Lombardia Occidentale: nonostante non ci fosse un ingresso freddo da nord, la curvatura un po’ più ciclonica del geopotenziale in quota, unita a tantissimo “carburante” nei bassi strati (dew point >20°C!) hanno permesso la nascita di tre “severe storms”: la prima sul lago d’Iseo (sistema autorigenerante), la seconda sul varesotto (con grandinate delle dimensioni di uova), la terza e più forte sul pavese – basso milanese, con un vasto sistema multicellulare, capace di rain rate da uragano (636 mm/h), accumuli localmente a tripla cifra e raffiche anche superiori a 90 km/h, con un fronte di raffiche durato mezzora nell’alto pavese, senza contare la tempesta di fulmini che ha illuminato i cieli per un paio d’ore.

Davide Santini

Maggio 2018 al nord: piovoso, estremamente temporalesco ma piuttosto caldo