15 January 2021

MALTEMPO di fine mese, il rischi che si corrono

Anche le più recenti elaborazioni numeriche emesse dai Centri di Calcolo confermano l’ipotesi di un severo peggioramento delle condizioni atmosferiche su diverse regioni d’Italia tra sabato 27 e lunedì 29 febbraio.

Senza entrare le merito del dettaglio, procedura della quale ci occuperemo quando la distanza temporale dall’evento sarà congrua, risulta comunque utile sottolineare alcuni aspetti “inediti” della possibile evoluzione, dovuti essenzialmente ai postumi del non inverno che abbiamo trascorso.

MARI TROPPO CALDI:la mancanza quasi totale di irruzioni d’aria fredda ha difatti impedito alle acque superficiali dei nostri mari di raffreddarsi a sufficienza. Oltretutto il rimescolamento delle ultime settimane causato dall’incidenza di venti in prevalenza meridionali, ha contribuito ad abbassare il termoclino (lo strato rimescolato di superficie appunto) mettendo quindi a disposizione dell’atmosfera sovrastante una maggior quantità di energia (sotto forma di calore ed umidità) rispetto alla norma del periodo stagionale.

POSSIBILI TEMPORALI: ora, nel momento in cui questa energia passerà sotto la gestione del vortice in arrivo, verrà trasformata in energia cinetica e dunque utilizzata per la costruzione di nubi e precipitazioni. Queste ultime, considerata la stratificazione instabile dei flussi che andranno a sovrapporsi (ivi compresa anche l’evidente diffluenza ad alta quota), potranno essere convettive e dunque accompagnate anche da temporali.

FENOMENI PERSISTENTI: altro particolare importante che emerge dall’analisi sinottica è la possibilità che la Corrente a Getto si ponga perpendicolare sia al versante sud-alpino che a quello marittimo dell’Appennino ligure prima e toscano poi. Nel caso di temporali, questa configurazione può risultare delicata per la possibile stazionarietà dei fenomeni, a loro volta incentivati dall’effetto di sbarramento dovuto all’impatto dei venti umidi meridionali.

QUOTE NEVE E MAREGGIATE: non ultima, da considerare anche  la quota delle nevicate che, lungo l’Appennino, sarà decisamente elevata e dunque causerà un rapido dilavamento delle acque meteoriche con carico sui corsi d’acqua e possibilità di piene. Questo per il centro-nord. Per il sud infine da segnalare la possibilità di mareggiate, in particolare lungo i settori ionici, per rischio di ventilazione sciroccale sino a burrasca forte.

Insomma, come vedete, la natura in un modo o nell’altro presenta sempre un conto. Sarà dunque buona norma tenerci aggiornati, sia in fase di previsione (lo faremo monitorando costantemente i run modellistici che usciranno di volta in volta), sia in fase di allerta, allorquando passeremo la parola agli organi ufficiali della Protezione Civile.

Luca Angelini

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