Maltempo di venerdì, ecco chi rischia il NUBIFRAGIO

Qui qualcuno rischia grosso: è il titolo che qualche giorno fa avevo scelto per impostare un articolo di approfondimento, il quale anticipava a tutti gli effetti la piega preoccupante che stava emergendo pian piano dalla modellistica numerica per la giornata di venerdì 14 ottobre. Allora avevamo utilizzato come base di analisi le carte elaborate dai modelli a scala globale, opportunamente miscelati con i prodotti probabilistici, poichè mancavano ancora alcuni giorni.

Oggi possiamo non solo confermare quanto avevamo, per così dire, “fiutato” in quell’occasione, ma anche scendere in un dettaglio che, se vogliamo, ci pone dinnanzi ad ulteriori elementi di preoccupazione. Troppe volte infatti negli ultimi anni siamo stati abituati in questo periodo dell’anno a sostenere eventi alluvionali che prendevano spunto proprio da situazioni come queste, ben chiare almeno sulla carta.

confuenzaAd oggi possiamo affermare, con un buon margine di sicurezza, che sulle nostre regioni settentrionali, soprattutto quelle nord-occidentali si attende per venerdì una intensa ondata di maltempo. Nella fattispecie, date le risultanze emerse proprio dalle ultimissime elaborazioni condotte su simulazione a scala locale, preme far notare che una regione in particolare è esposta a questa situazione favorevole allo sviluppo di piogge particolarmente intense, anche a carattere temporalesco o addirittura di nubifragio. Questa regione è la Liguria.

COSA DICONO LE CARTE? Tanto per farvi capire (chi lo desidera può saltare direttamente alle “conclusioni” in fondo all’articolo): la breve sequenza video che vi propongo qui sotto mette in evidenza un settore dove le caratteristiche termodinamiche delle masse d’aria in gioco sono propense ad innescare fenomeni piovosi di forte intensità. Anche senza conoscere parametri tecnici, potete tranquillamente notare che il bacino Ligure-Tirrenico a cavallo di Sardegna, Corsica e Liguria mostra indici temporaleschi molto elevati.

Compreso questo possiamo ora scendere un po’ più nel dettaglio utilizzando i modelli a scala locale, i cosiddeti LAM, di cui vi propongo un estratto nella figura n.2 (in alto). Elaborata dalla rete Meteonetwork, questa carta mette in evidenza che nei bassi strati, tra la Corsica e il mar Ligure si potrebbe avere una vistosa confluenza di venti, tra lo Scirocco caldo e umido che risale dal nord Africa attraverso il Tirreno e la Tramontana fredda e meno umida che scende dal nord Europa attraverso il travaso padano. Lungo questo settore pertanto si potranno generare strutture temporalesche a catena, incentivate dall’effetto di sottovento generato dall’impatto e dal successivo salto delle veloci correnti in quota (da sud) sulle montagne della Corsica e dal pescaggio continuo di energia dal mare.

acqua-precipitabileLa colonna d’aria interessata da questi intensi moti verticali sarà infatti molto umida, al limite della saturazione, come evidenziato dalla base delle nubi che si collocherà a non più di 300-400 metri dalla superficie del mare. La figura n.3 qui a fianco, ci indica infatti quanta pioggia potrebbe cadere se tutta l’acqua contenuta in queste nubi condensasse (parametro chiamato acqua precipitabile). Il colore azzurro indica valori molto elevati di questa grandezza.

CONCLUSIONI: e qui veniamo al dunque: osservando la figura n.1 (la prima mappa in alto che consiglio di cliccare per vederla per intero) abbiamo un prodotto finito che ci suggerisce la possibile linea di sviluppo di questi temporali: si tratterebbe della classica linea di convergenza madre delle temibili strutture temporalesche rigeneranti a forma di “V”. Quelle che apportano fenomeni di particolare intensità, anche a carattere di nubifragio. E allora, detto questo, possiamo andare a vedere dove potrebbero verificarsi questi nubifragi: rischiano grosso soprattutto Genova e il ens-chiavariLevante ligure, con il Tigullio in prima fila (vedi il grafico della figura 4 che mostra la media d’ensemble dell’event0 previsto). Il target dei fenomeni più intensi dovrebbe manifestarsi tra le ore centrali pomeriggio e la serata. Si calcoli che su queste zone potrebbero cadere mediamente fino a 40 millimetri d’acqua all’ora.

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Luca Angelini

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