27 November 2020

MALTEMPO, la difficile previsione per venerdì 13 gennaio

Ci sono volte in cui, analizzando il tempo, si può ritenere di poter allungare lo sguardo fino a qualche giorno, al più una settimana, ci sono altre, come questa, che non si può pensare di andare oltre le 24 ore di prognosi. Questo salto di predicibilità, che è parte integrante di quella componente atmosferica dominata dal disordine, dal caos, che sfugge alle ordinate leggi della fisica, dipende molto dalle situazioni. Eccone una che ci costringe a tirare i remi in barca e a fermarci allo stop imposto dagli eventi di venerdì 13 gennaio.

Cosa succederà allora venerdì?

Transiterà una perturbazione nord-atlantica. La traiettoria è tra le più delicate, quella con componente da nord-ovest, che trova un primo ostacolo da parte delle Alpi, e successivamente altre tre interferenze costituite dai due mari, Adriatico e Tirreno, più la dorsale appenninica. Ne risulterà una frattura del corpo nuvoloso con passaggio sulle regioni di nord-est e successivo sviluppo di un minimo di pressione orografico sulla pianura Padana orientale, che viaggerà rapido verso l’Adriatico settentrionale. Attorno a questo minimo il fronte si chiuderà a chiocciola la cui ritornante (ramo occluso) ripasserà su Friuli e Romagna determinando una seconda trance di precipitazioni.

In concreto ecco allora venerdì mattina le precipitazioni farsi strada rapidamente dalla corona alpina e prealpina verso Triveneto, Emilia Romagna, soprattutto i settori appenninici e pedemontani, (con possibili episodi di gelicidio come anticipato in questo video), quindi con il passare delle ore su Sardegna e lungo l’intero versante tirrenico dal Levante ligure alla Calabria, fino a raggiungere a Sicilia in serata, anche forti in Toscana.

Quote neve molto variabili, orientativamente poste intorno a 400-600 metri su Triveneto ed Emilia, in calo verso sera sul Friuli Venezia Giulia e forse sulla costa romagnola, a quote inferiori lungo i settori alpini di confine, a quote elevate al centro-sud, ma con limite in abbassamento fin verso i 1.000-1.200 metri a partire da Toscana e Umbria, cui seguirà la cessazione dei fenomeni. Questi ultimi potranno invece insistere lungo i settori esteri delle Alpi e su quelli italiani immediatamente prossimi al confine con Svizzera ed Austria, con quota neve sino a fondovalle, specie in Valle d’Aosta.

Luca Angelini

MALTEMPO, la difficile previsione per venerdì 13 gennaio