3 December 2020

Maria come Irma, perchè quest’anno così tanti cicloni tropicali in Atlantico?

Un gran fermento sull’Atlantico tropicale sta dando vita ad una catena di cicloni indubbiamente non usuale, sia come frequenza che come potenza dei soggetti atmosferici, anche se ci troviamo nel pieno della stagione favorevole a questo tipo di fenomeni. Cosa sta accadendo dunque su queste zone?

Anzitutto una premessa: a livello generale la potenza totale espressa dai cicloni tropicali – i cosiddetti indici ACE e PDI – dal 2005 ad oggi è lievemente diminuita andando quindi in controtendenza rispetto all’andamento delle temperature globali. Le cause di questo parapiglia atmosferico non sono dunque direttamente ascrivibili al global warming.

Dobbiamo infatti andare ad esaminare le anomalie superficiali delle acque oceaniche attorno all’America centrale: dal lato pacifico notiamo acque più fresche della norma per via del fenomeno della Nina con venti tesi da est (Easterlies) che, in un certo qual modo, sfavoriscono le condizioni di innesco dei cicloni tropicali.

Dal lato atlantico invece riscontriamo temperature superiori alla norma e non solo lungo la porzione tropicale, ma anche alle medie latitudini, come evidenziato dall’andamento dell’indice AMO positivo. I venti da est (Easterlies) che dominano queste latitudini sono più deboli rispetto al lato pacifico e tendono così ad organizzarsi in onde, onde che sono poi procedendo a rilento tendono a rompersi generando l’embrione dei nostri cicloni tropicali (vedi figura qui a fianco).

Questa situazione infatti inibisce il cosiddetto “wind shear” verticale, ossia il rinforzo del vento con la quota e rende ottimali quindi le condizioni di innesco, di sostentamento e di sviluppo degli uragani.

L’ultimo nato è Maria, il quale sta prendendo la stessa piega di Irma, in procinto di i Caraibi a partire dalle Antille. Mentre scriviamo la categoria assegnata è la n.4, ma tra mercoledì 20 e venerdì 22 settembre, si prevede il passaggio alla massima categoria. Un altro uragano Major è quindi pronto a seminare distruzione su una ferita ancora aperta.

Rispetto ad Irma, pare però destinato ad una deviazione provvidenziale che, nel corso del prossimo weekend, potrebbe spingere la tempesta verso il mare aperto dopo aver sfiorato la Repubblica Dominicana.

Vi forniremo come sempre tutti i dettagli nei prossimi aggiornamenti.

Luca Angelini

Maria come Irma, perchè quest’anno così tanti cicloni tropicali in Atlantico?