17 February 2020

Medio termine, siamo ancora in “alto mare”

La fretta è sempre una cattiva consigliera; lo sapevano anche i Latini che infatti avevano coniato il termine derivandolo dal verbo “frictare”, cioè “fregare”. La fretta dunque ci frega e questo vale a maggior ragione per la meteorologia, dove tutta la filiera previsionale ha una sua tempistica obbligata.

Questa digressione ci deve essere utile per dare il giusto peso alle informazioni che girano in rete, alcune delle quali danno già oggi per scontato quello che sarà a gennaio, magari all’Epifania o giù di li.

E qual è questo peso? Zero.

COSA DICE IL MODELLO INGLESE: se osserviamo infatti le due figure proposte, possiamo ben capire a cosa ci riferiamo. Qui sopra abbiamo l’analisi probabilistica elaborata dal modello inglese ECMWF, 50 diverse previsioni finalizzate a capire l’andamento del parametro temperatura a 850hPa sulla verticale di Roma; i calcoli del modello ci indicano in pratica la massa d’aria che ci dovrebbe interessare. In questo caso – considerando lo scenario medio di tutti e 50 ( spago rosso) – si associa ad una netta diminuzione della temperatura tra il 4 e il 7 gennaio prossimi, tali da indurci a ritenere possibile una ondata di freddo. Osservando però l’andamento di tutti gli altri spaghi, si nota il peso probabilistico di questo andamento; nella fattispecie non passa inosservata una notevole discrepanza, oltre 20°C tra gli scenari estremi (+8°C il più caldo, -14°C il più freddo), sintomo di bassa affidabilità del quadro previsto.

COSA DICE IL MODELLO AMERICANO: passando alla figura qui sopra procediamo con la stessa analisi, ma proponendo quanto calcolato dal modello americano GFS, 20 diverse previsioni, spesso parametro, stessa località. Come emerge subito anche ad occhio, nel periodo tra il 4 e il 7 gennaio le temperature subiranno una diminuzione lieve e i valori si stabilizzeranno intorno alla media del periodo. La forbice tra gli scenari estremi (+2°C il più caldo e -6°C il più freddo) ci restituisce uno spread di 8°C, quindi di media attendibilità.

CONCLUSIONI: quindi, riassumendo, cosa possiamo concludere? Indubbiamente possiamo affermare che la discrepanza tra i due modelli più performanti al mondo è notevole, dunque l’incertezza previsionale è ancora troppo elevata per poter giungere ad una prognosi attendibile. Non ci rimane che attendere qualche giorno e vedere come evolverà la situazione alla luce dei dati più recenti. Ogni altra parola in merito è sprecata…

Luca Angelini