Meno ore di sole ma sempre troppo caldo: perché?

Ai più attenti certamente sono sarà sfuggito che la durata del di, ovvero delle ore effettive di luce nell’arco dell’intera giornata, sta gradualmente cambiando. A dire il vero questo cambiamento risale al 21 giugno scorso, il giorno del Solstizio, allorquando a Roma, giusto per avere un riferimento, la durata del di (dì=ore di luce) era di 15 ore e 17 minuti.

Più ore di luce che di buio, ma naturalmente non è questo ad incidere direttamente sulle nostre temperature o, per lo meno, non a livello giornaliero. Sono infatti le masse d’aria che man mano sopraggiungono sulle nostre località a determinare l’andamento delle temperature, se farà caldo o meno giusto per capirci. Fatto sta che oggi 31 agosto, sempre a Roma, il soleggiamento astronomico (al netto di eventuali annuvolamenti) dura 13 ore e 14 minuti, quasi due ore in meno rispetto al giorno del solstizio.

Come abbiamo detto questo cambia poco le cose da noi, ma inizia a cambiarle alle alte latitudini dove questa differenza nelle ore di luce è qualcosa di più di una impercettibile limata e, oltretutto, si accompagna anche ad un disco solare che inizia a rimanere sempre più coricato verso l’orizzonte. Ne risulta che su queste zone le temperature stanno iniziando a scendere più di quanto non facciano alle medie latitudini, da noi per intenderci.

Il tutto, dando però tempo al tempo, giocherà a favore di maggiori contrasti nord-sud lungo l’emisfero. Questo processo porrà le basi per ciò che accadrà a partire dal prossimo mese di settembre, che anche quest’anno si giocherà il ruolo di mese cerniera, tra un’estate al momento ancora gagliarda ma che ormai ha fatto il suo tempo, e un autunno che tra non più di qualche settimana inizierà a svelare i suoi primi retroscena.

Luca Angelini