24 April 2018

Mercoledì 21 marzo, quasi come in pieno INVERNO

Tutto procede secondo i piani: se l’inverno, quello reale, iniziato a dicembre e terminato a marzo, ha dato tutto praticamente sul finale, la primavera, partita solo da qualche ora, non ha proprio intenzione di manifestarsi. L’aggancio di un fiume d’aria fredda di recente estrazione artica, sta ormai per completarsi e porterà infatti un ulteriore calo delle temperature su tutta l’Italia.

Temperature che sono già quasi ovunque attestate su valori ben al di sotto della media stagionale, quella che comprende l’ultima decade di marzo.

Gli scarti sono di un certo peso, mediamente fino a 5-7°C, ma anche oltre al nord e sul versante adriatico, maggiormente esposti alle correnti fredde che sfondano dal quadrante di nord-est. E’ questo anche il motivo per cui l’intensa ventilazione di queste ore tenderà ad orientarsi tutta proprio da nord-est, Bora e Grecale, che notoriamente sono venti freddi e, in questo caso, trasportano proprio quel nucleo di aria artica partita qualche giorno fa dalla banchisa polare.

Basti pensare, ad esempio, che i valori massimi di mercoledì 21 marzo in val Padana non supereranno al livello del suolo i 6-8°C, mentre si potrà arrivare al massimo fino a 12-13°C sul medio versante tirrenico, nel sud della Sicilia e in Salento. a

Alla superficie di 925hPa (che corrisponde a circa 700 metri di quota) l’isoterma di 0°C taglierà l’Italia in diagonale all’altezza delle nostre regioni centrali, seguendo pressapoco il confine tra Marche e Abruzzo e tra Toscana e Lazio. Salendo fino a 1.400 metri circa, ovvero alla superficie isobarica di 850hPa, l’isoterma che dominerà al nord sarà la -6°C, al centro e sulla Sardegna la -3°C e al sud invece saremo tra -1°C e +3°C. Il tutto senza voler far paragoni con la quota di 5.400 metri (superficie di 500hPa), dove possiamo individuare un nocciolo di -32°C sulla verticale del nord-ovest.

Sono valori prettamente invernali e, oltretutto, tutta quell’aria fredda in quota non fa altro che innescare instabilità atmosferica la quale agevola il rovesciamento del freddo anche dalle quote superiori per mezzo delle precipitazioni. Ecco il perchè dei rovesci di neve sino a quote molto basse, addirittura di pianura, sulle zone che abbiamo individuato in questo articolo.

Il freddo non mollerà la presa ancora per 36-48 ore. Le giornate di giovedì 22 e di venerdì 23, grazie anche alla sedimentazione della massa d’aria nei bassi strati, saranno probabilmente le più fredde dell’intera settimana.

Luca Angelini

Mercoledì 21 marzo, quasi come in pieno INVERNO