25 November 2020

Meteo estremo, ecco dimostrato quando è colpa dell’Uomo

La scorsa settimana, il “Bulletin of the American Meteorological Society” ha pubblicato una valutazione del rapporto tra il cambiamento climatico e gli eventi estremi del 2016.

Il documento seleziona una manciata di eventi estremi dell’anno precedente e separa gli effetti del cambiamento climatico antropogenico dalla variabilità naturale. Per la prima volta, gli scienziati sono riusciti a dimostrare di aver scoperto che molti eventi non sarebbero potuti accadere se il pianeta non si stesse riscaldando.

Secondo il nuovo rapporto “Si tratta di nuovi eventi meteorologici estremi resi possibili da un nuovo clima. Erano impossibili nel vecchio clima.”

Tutti questi eventi funesti possono essere raggruppati in tre classi: l’aumento complessivo della temperatura globale; le temperature da record in Asia, con crisi come la pericolosa ondata di calore che ha colpito la Thailandia nell’aprile 2016 e, infine, i punti caldi marini nel golfo dell’Alaska, nel mare di Bering e al largo delle coste dell’Australia settentrionale. Alcune aree del mare di Bering sono state interessate da una misteriosa massa di acqua calda oceanica soprannominata “il Blob”.

Molti altri eventi meteorologici estremi hanno colpito il mondo nel 2016 e gli scienziati, sempre nel corso dello stesso studio, hanno trovato che il cambiamento climatico ha avuto un ruolo nella maggior parte di essi, anche se non hanno trovato che lo stesso fosse una condizione assolutamente necessaria per il loro verificarsi.

Per il rapporto completo potete consultare questo indirizzo.

Report Luca Angelini

Meteo estremo, ecco dimostrato quando è colpa dell’Uomo