28 February 2017

Meteo inedita, la NEBBIA padana alla conquista dell’Adriatico

Non ci vuole poi molto nel farsi sorprendere dalle meraviglie che ci dona la natura ogni giorno. Il trucco sta solo nel saperla ascoltare, nell’uscire da stereotipi e luoghi comuni per lasciarsi trasportare anche da una semplice immagine satellitare come questa (click in alto per aprirla), scattata alle 10.28 di venerdì mattina dal satellite ad orbita polare europeo MetOp in orbita sui cieli italiani.

Oltre alla splendida geografia della nostra Penisola, che si mostra anche dallo spazio, notiamo un tappeto biancastro che giace sulla pianura Padana: è la nebbia. Le zone avvolte dalla coltre bianca fanno registrare valori prossimi agli zero gradi, mentre subito sopra i termometri fanno un balzo impressionante tornando in prossimità dello zero a circa 3.500 metri. Tutto regolare, si fa per dire, dato che si tratta del noto fenomeno dell’inversione termica, che abbiamo già ampiamente approfondito in questo editoriale.

Qui però c’è dell’altro. L’aria molto fredda che si accompagna a questa coperta di nebbia pesa e pertanto, man mano che si produce, scivola pian piano verso est lungo il declivio padano, sino a cadere letteralmente sul mare, l’Adriatico settentrionale. Qui incontra aria meno fredda la quale, essendo meno densa, consente al muro nebbioso di insinuarsi fino a prendere il largo. Avviene un qualcosa di simile a quanto potremmo osservare quando un canale scolmatore si getta in un fiume, propagandosi in tutte le direzioni. Le coste venete, friulane, marchigiane e persino croate vengono a loro volta ammantate dalle nebbie. Questo processo a cascata prosegue e la nebbia padana giunta sul mare inizia a riscaldarsi dal basso, pur rimanendo sempre un po’ più fredda dell’aria preesistente.

Si ha un parziale rimescolamento, la nebbia si trasforma in nuvole basse che vengono ulteriormente richiamate verso l’unica via di uscita, l’Adriatico centrale e poi anche verso quello meridionale, perchè su quelle zone l’aria è ancora meno fredda, la sua pressione più bassa e pertanto in grado di accettare l’aria fredda e umida in continua fuoriuscita dal delta padano. Nasce una corrente superficiale disposta da nord-ovest lungo la quale la nuvolosità si organizza in confluenze e piccoli vortici che si dispongono sempre più lungo l’asse centrale dell’Adriatico puntando diretti il Canale d’Otranto.

Ecco che l’umidità nata sulle fredde brume della pianura lombarda qualche giorno prima, arriva a varcare i tiepidi lidi del Mediterraneo. Verrà catturata e rimescolata solo ad un prossimo cambio generale della circolazione atmosferica. Fino ad allora questo incredibile silenzioso meccanismo continuerà a ripetersi meravigliando tutti coloro che amano i mille volti più inediti di questa scienza senza eguali.

Luca Angelini

Meteo inedita, la NEBBIA padana alla conquista dell’Adriatico