19 February 2020

Meteo Natale e Capodanno, la differenza tra realtà e fantascienza

Come sempre, puntuali, ogni anno, si giunge in prossimità delle festività natalizie con qualche buontempone (chiamiamolo così…) che indica scenari meteo di tipo glaciale a distanze siderali, con oltre 300 ore di anticipo per intenderci.

LA REALTA’: se osserviamo al figura qui sopra proposta, abbiamo la situazione attuale, la realtà, che ci indica un potente anticiclone di blocco proiettato sull’Europa dell’est, proprio nella zona che in questo periodo dovrebbe fungere da serbatoio di freddo per il continente, e che invece fa rilevare anomalie di temperatura anche superiori a 12°C. L’aria mite che alimenta questa struttura lambisce in parte anche l’Italia, dove infatti le temperature sono miti (in relazione al periodo) e comunque al di sopra della media, anche se con scarti più modesti.

LA FANTASCIENZA: nella figura qui sopra invece è rappresentata una sola corsa del modello in esame, la quale ci mostra una ipotetica ondata di gelo continentale puntata sull’Italia. Peccato che lo scenario si riferisca ad una distanza temporale di ben… 312 ore dall’inizializzazione. Valore di questa carta? ZERO!

I motivi per cui dobbiamo fare una opportuna distinzione tra realtà e fantascienza?

  • Primo motivo: il comportamento dell’atmosfera segue un andamento non lineare. La conseguenza è che piccoli errori e/o approssimazioni nello stato iniziale (il tempo di adesso) implica l’avere errori a cascata nel quadro previsto (il tempo di fine anno).
  • Secondo motivo: per quanto detto sopra, esaminare la corsa singola di un modello a media e lunga scadenza ha valore zero. All’occorrenza vanno esclusivamente utilizzati prodotti probabilistici e/o statistici (solo per esperti).
  • Terzo motivo: le equazioni della fisica necessarie a prevedere lo stato futuro dell’atmosfera sono approssimate per praticità di calcolo e pertanto restituiscono fin da subito un quadro che, per quanto sia il migliore disponibile, è comunque impreciso.
  • Quarto motivo: i modelli numerici utilizzati per prevedere il tempo simulano lo stato futuro dell’atmosfera e, pur avvicinandosi ad esso, non sono la realtà.
  • Quinto motivo: i modelli numerici utilizzati per prevedere il tempo simulano il territorio (catene montuose, coste, vallate, pianure) e non lo riproducono esattamente. Questo genera una ulteriore fonte di errore.

Bene, compreso tutto questo, daremo ancora affidamento a coloro i quali in futuro ci rappresenteranno vuoti contenuti di fantascienza spacciandoli come previsioni?

Luca Angelini e Angelo Ruggeri

Powered by Siteground