22 February 2017

Migliora l’INNEVAMENTO continentale, le possibili conseguenze

Se volessimo conoscere, per quanto in via teorica, le potenzialità della stagione invernale il procedimento è senz’altro lungo e complesso. Diversi studi sono tutt’ora in atto per cercare di venirne fuori utilizzando metodi statistici che si avvalgono di correlazioni tra comparti climatici ed eventi significativi avvenuti in passato.Sono nati così i famosi indici teleconnettivi, dei quali abbiamo allestito , a puro scopo informativo, una pagina dedicata anche sul nostro sito web.

Tra le molte sigle diverse che lascerei indubbiamente agli addetti ai lavori, vi faccio notare solo una voce importante, quella a noi più vicina, quella dellinnevamento continentale. Lo trovate in tempo reale in questa pagina.  In altre parole, se vogliamo sapere, sempre in via teorica, quante probabilità ha la neve di arrivare sull’Italia nel corso dell’inverno, potremmo partire con una visitina al nostro serbatoio del gelo, che non è (solo) l’Artico, ma l’Europa orientale.

Visto e considerato oltretutto le enormi difficoltà in cui stanno versando i nostri ghiacci polari e l’enorme distanza che ci divide dal gelo in arrivo dalla calotta polare, il considerare lo stato dell’innevamento sul continente euro-asiatico è senz’altro un’alternativa, si fa per dire, interessante.

Le mappe che vi ho fornito in questo articolo (click per aprirle), ci mostrano uno stato dell’arte piuttosto interessante. La mappa in alto ci mostra l’estensione delle zone innevate (colore bianco), oltre a quelle coperte dai ghiacci polari (colore giallo)  e ci consente di notare che l’Europa dell’est, soprattutto a partire dall’area oltre mar Nero, si va ricoprendo di superfici innevate via via maggiori. La comparazione dell’innevamento con gli ultimi anni, grafico qui sotto, ci mostra un quadro migliorato rispetto ad alcune settimane fa, quando le zone ora innevate erano interessate da pesanti anomalie positive di temperature (faceva più caldo della norma).

Ora, a meno di una furiosa ripresa delle correnti temperate atlantiche, evenienza che nell’immediato non sembra andare per la maggiore, questo serbatoio di freddo potrebbe tornare utile laddove una situazione di correnti favorevoli disposte dai quadranti orientali potesse intervenire facendo estendere man mano sempre più vicino all’Italia questo tappeto di aria fredda continentale. Sarebbero pochi chilometri, in relazione all’estensione continentale, tuttavia anche una sola catena di montagne o una temperatura più alta del normale a carico dei nostri mari, potrebbe stoppare quel freddo potenziale proprio alle porte del Bel Paese.

Gli incastri necessari a quell’inverno che troppo spesso si sente preannunciato con molta disinvoltura e che invece non fa parte della normalità climatica del nostro Paese (o per lo meno non più), sono davvero tanti, tuttavia vi ho voluto aggiornare su questa situazione che, se non altro sembra essere la nota diversa rispetto allo scorso non inverno 2015-16 che, come vedete dal grafico qui sopra riportato (click per ingrandirlo), era ben distante dall’attuale situazione.

Luca Angelini

Migliora l’INNEVAMENTO continentale, le possibili conseguenze

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