23 September 2020

Milano gennaio 1985, un altro mondo

Forse pochi altri luoghi come la grande metropoli lombarda può ben rappresentare quell’evento eccezionale che avvenne nel gennaio del 1985 e che coinvolse tra l’altro anche diverse altre regioni d’Italia. 90 centimetri di neve fresca accumulati in tre giorni, 70 in pieno centro, il tutto dopo un’ondata di gelo secco durata due settimane, che a più riprese interessò tutta l’Europa e il bacino del Mediterraneo.

Trenta anni fa il Comune di Milano aveva assunto 9mila spalatori, in una città che era il terzo dell’attuale. E sapevano usare gli attrezzi, erano in gran parte contadini inurbati, riempivano di neve le “tomarelle” di legno e poi le scaricavano nei pozzetti. Oggi farebbero ridere, eppure la città allora andò ugualmente al collasso, non era preparata ad un evento di così tale portata.

Adesso cosa accadrebbe? Pensate cosa accadrebbe ora che ci siamo abituati a inverni dolci d’oltre mare, a stagioni fredde che bussano di sfuggita alla porta una volta ogni sette anni, che ci portano la neve un anno si e quattro no e, se lo fanno, è come se si depositasse zucchero a velo pronto a sparire nel giro di un paio d’ore…

Chi in quei giorni c’era può ritenersi fortunato; si, fortunato di aver potuto vivere in prima persona quello che i nostri figli e nipoti possono solo immaginare, possono solo desiderare. possono solo sognare.

Luca Angelini

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