19 February 2020

Nel nuovo clima i record di CALDO sempre più frequenti dei record di FREDDO

Spesso, chi non conosce le dinamiche dell’atmosfera, contesta agli scienziati (pensate un po’….) il fatto di porre come capro espiatorio di ogni evento meteorologico estremo il Global Warming. In realtà la Comunità Scientifica Internazionale – quindi non gli ultimi sprovveduti in balia delle loro frustrazioni personali – afferma chiaramente e dimostra con dati e simulazioni che in un clima mediamente più caldo – tale è a causa proprio del riscaldamento globale – aumenta la probabilità di avere ondate di caldo e aumenta anche la probabilità di registrare nuovi record di caldo in numero superiore ai record di freddo.

L’asticella climatica pertanto si sposta quindi verso un tipo di dinamica atmosferica che, mediamente, favorisce la persistenza di fasi più calde della norma e una maggior probabilità di battere record storici di caldo.

Come osserva il meteorologo Andrea Corigliano, “… un singolo episodio non dimostra di per sè che è in atto un riscaldamento globale (perché il tempo non è il clima), ma fornisce una nuova prova del fatto che la maggior parte degli eventi meteorologici si stanno concentrando nelle aree rosa e rossa del grafico (vedi figura qui sopra).

E se si stanno concentrando in questo settore, vuol dire che la loro frequenza sta aumentando perché, record a parte, le fasi più calde della norma in Italia le osserviamo nel lungo elenco di mesi che chiudono il proprio bilancio con temperature superiori alla media climatica e che, solo eccezionalmente sono interrotti da mesi più freddi, come è accaduto nello scorso maggio”.

Luca Angelini

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