NEVE a raffica, i versanti esteri delle Alpi faranno il pieno

Molta ne è già caduta e molta altra ne dovrà ancora arrivare. Dopo aver disertato perfino le alte quote, ora la neve sta recuperando il tempo perduto, provvedendo ad ammantare di bianco, in questo caso, soprattutto i versanti esteri.

Un primo fronte in azione sabato 11, alla faccia “dell’estate di San Martino”, appartenente ad una ex circolazione ciclonica tropicale (Rina secondo la WMO), dunque ben fornita di umidità, porterà accumuli nevosi di tutto rispetto su Svizzera, Austria e comparto francese delle Alpi Graie.

Poi un blocco gelido partito direttamente dall’Artico che sopraggiungerà domenica sera, sempre da nord, con un altro carico di nevicate, in questo caso associate a venti tempestosi in quota e ad  brusco calo delle temperature, con modellamento eolico delle superfici. Infine una terza perturbazione in vista per mercoledì 15; stessa traiettoria delle altre, un po’ meno cattiva come carattere.

La sommatoria degli accumuli nevosi stimati sulla carta (modello a scala locale WRF) è ben rappresentata nella carta pubblicata in alto (click per aprirla). Si supererà il metro e mezzo in 72 ore (fino a lunedì 13 compreso) sulle montagne svizzere dell’Oberland bernese, qualcosa in meno sui giganti del canton Vallese, a pari merito con l‘Engadina (Canton Grigioni svizzero), versante austriaco delle Alpi Aurine (Tirolo).

Dall’immagine stessa saltano comunque all’occhio anche i depositi di neve previsti per le medesime 72 ore, non solo sulle Alpi (vedasi anche i nostri versanti che risponderanno bene soprattutto a ridosso dei settori più prossimi al confine di Stato), ma anche l’Appennino, in questo caso il tratto settentrionale. Spessori fino a 70-80 centimetri non faranno altro che bene e potranno senz’altro aversi in quota nella zona compresa tra il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-emiliano, Cerreto laghi e il monte Cimone.

Luca Angelini

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