8 April 2020

Neve e gelo americani: dopo una settimana possono arrivare in Europa?

Dell’ultima ondata di gelo invernale (che in realtà è stata anche la prima) sulla costa est degli States, ricorderete, ne avevamo parlato anche su questo sito. Ora, uno dei tanti luoghi comuni suggerisce che quanto avviene negli Stati Uniti, può raggiungere anche l’Europa dopo una settimana – dieci giorni.

Se così fosse, sarebbe dunque lecito attendersi a breve una severa ondata di gelo invernale anche sull’Europa. Se così fosse… dunque il meccanismo non è automatico.

Bene ma allora quella regoletta empirica? Non fateci affidamento.

E’ vero che il flusso portante alle medie latitudini procede da ovest verso est, ossia dall’America verso l’Europa, ma è anche vero che non intraprende una traiettoria rettilinea (sarebbe troppo facile). La rotazione terrestre provoca infatti ondulazioni ampie anche migliaia di chilometri, redistribuendo le masse d’aria in gioco e i relativi centri d’azione su superfici vastissime. In più le discontinuità termiche che si trovano lungo l’Atlantico, possono ulteriormente destabilizzare queste onde atmosferiche, provocandone importanti cambi di traiettoria.

Nel caso attuale oltretutto, il motore atmosferico poggia su una corrente che viene “tirata” dalla forza del vortice polare (vedi un indice chiamato NAM) e questo conferisce alle onde atmosferiche piccola statura e grande ampiezza. In altre parole l’aria gelida in partenza dal nord America, non avrà la possibilità di affondare in latitudine attraverso scambi meridiani e si andrà invece a spalmare lungo le vastità dell’Atlantico rimescolandosi e cambiando quindi le proprie caratteristiche fisiche. In altre parole da noi, di quell’ondata fredda (di QUELLA ondata fredda), non arriverà proprio un bel niente.

Luca Angelini

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