25 November 2020

NEVE in pianura al nord: arriva o non arriva?

neveImportante sterzata verso una fase invernale di tutto rispetto. Ma che inverno sarebbe senza la neve? E allora cerchiamo di capire se arriverà là dove è attesa con particolare trepidazione, sulle nostre regioni settentrionali. Diverse sono le possibilità da qui sino a tutta la prima settimana di febbraio, tuttavia una semplice occasione è condizione necessaria ma non sufficiente affinchè si realizzi l’evento.

E prima temperature OK ma niente precipitazioni, e dopo precipitazioni ma temperature inadeguate, poi le montagne che si ergono a ombrello proprio là dove temperature e precipitazioni potrebbero produrre l’evento. Insomma, queste sono le premesse di quel che accadrà nei prossimi giorni, una complessità che nasce si dal trafilamento dell’aria fredda, notoriamente alquanto irregolare, ma anche dalle notevoli asperità topografiche del nostro Paese. Se pensiamo poi che l’aria fredda arriverà da nord-ovest e in quella direzione ci sono nientemeno che le Alpi, beh, potremo certamente comprendere la difficoltà con la quale la neve riuscirà ad “atterrare” sulle nostre pianure, pur con una situazione depressionaria di grande interesse.

Ma allora iniziamo a fare qualche passo avanti e a descrivere qualche dettaglio.

VEnto e neveGiovedì (oggi) arriva la perturbazione di testa del grande vortice. Le correnti portanti saranno orientate tra ovest e nord-ovest, troppo per favorire una nevicata in val Padana. La neve arriverà alla spicciolata lungo i settori alpini di confine e sulle Venezie a partire dai 400-500 metri.

Venerdì una seconda perturbazione, sfruttando il canale aperto dalla precedente, riuscirà ad essere un po’ più invadente, essendo oltretutto corazzata da uno spessore troposferico maggiore. Morale, nella notte potremmo assistere ad uno sfondamento da nord-ovest, con neve su Valle d’Aosta e settori centro-settentrionali di Piemonte e Lombardia. Attenzione perchè non è da escludere la possibilità che una simpatica spruzzata di neve possa interessare nelle ore notturne e del primissimo mattino anche le zone di pianura piemontesi e lombarde, in modo particolare, Torinese, Biellese (55%), Novarese, Vercellese (45%), Varesotto (60%), Milanese (40%), Brianza (50%) e Bergamasca (45%).

Come potete notare dalla figura, le confluenze del vento nei bassi strati darà luogo a precipitazioni anche su centro-est Liguria, Emilia, Romagna e Triveneto. Su questi settori però la miscelazione delle masse d’aria coinvolte non sarà sufficiente a condurre i fiocchi sino al piano, talchè la neve si fermerà probabilmente intorno ai 500 metri su Alpi e Prealpi e intorno agli 800 metri sul nord dell’Appennino, con possibile rapido ma temporaneo calo fino a 200-300 metri in mattinata sul settore emiliano.

Sabato e domenica ancora neve sui settori alpini di confine, con sfondamento sulle testate vallive di Valle d’Aosta, Ossola, val Chiavenna, alta Valtellina, valle Venosta e valle Aurina. Lunedì  pausa poi martedì 3 febbraio pare possibile l’inserimento di una interessante perturbazione accompagnata da ciclogenesi sul mar Ligure, con aria fredda in ingresso dal Rodano. Qui potrebbe aversi una nuova occasione per nevicate a tratti sino al piano su alcuni settori del nord, probabilmente proprio là dove non arriverà venerdì, quindi su entroterra ligure e bassa Padana (probabilità al momento 40%).

Naturalmente vi consigliamo di consultare frequentemente il sito, dove troverete tutte le novità che man mano emergeranno dall’analisi dei prodotti modellistici a nostra disposizione.

Luca Angelini

 

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