Niente nubi? C’è la neve dalla nebbia

La nebbia è sostanzialmente una nube appoggiata al suolo. Come tale, analogamente alle nubi in quota, si sviluppa a causa del raffreddamento di una massa d’aria che porta il vapore acqueo in essa contenuta al punto di saturazione (umidità relativa 100%). Rispetto alle nubi, in caso di nebbia al suolo cambiano solo le modalità del raffreddamento il quale, anziché essere causato dal sollevamento di una massa d’aria, si innesca per la perdita di calore che avviene nei bassi strati nelle lunghe notti serene invernali. Notti serene, poi la nebbia; mai ti aspetteresti in queste condizioni di veder nevicare. E invece è possibile e neanche tanto raro. Il fenomeno si chiama “neve da nebbia“, da qualcuno citato erroneamente come “neve chimica”.

Il processo nasce dall’aggregazione delle goccioline d’acqua contenute della nube con i nuclei di condensazione (aerosol) presenti in gran quantità nei bassi strati. Non appena la gocciolina (allo stato liquido pur in ambiente sotto zero in quanto pura) viene catturata dalla particella di aerosol si trasforma in soluto e ghiaccia formando un cristallo. Se la nebbia è fitta e persistente, la densità delle goccioline e dei cristalli nella nebbia è elevata e causa lo scontro tra di essi, che in questo modo possono crescere e divenire sufficientemente pesanti da cadere. Ecco la neve dalla nebbia. Data l’esiguità in spessore degli strati nebbiosi, la precipitazione comunque sarà sempre modesta depositandosi al suolo al più come un velo sottile e impalpabile.

Luca Angelini