4 December 2020

Le stazioni meteo preferite dagli appassionati

Non è tutto Buran quel che luccica, come riconoscere il gelido sibilo della Siberia

Quando nel semestre freddo un anticiclone abbandona i tiepidi mari subtropicali per imbarcarsi nel suo occasionale viaggio alla ricerca di emozioni forti, si spinge solitamente ad esplorare il grande nord. La sua trasferta nella tana del lupo, alias il vortice polare, può essere cosi incisiva da modificare di sana pianta l’assetto barico di un intero continente.

La spallata al gelido oceano d’aria che ruota senza sosta sopra alla calotta polare trasforma allora il nostro anticiclone in una cinghia di trasmissione lungo la quale il gelo cola verso le medie latitudini arrecandovi la faccia cruda dell’inverno. La posizione dei massimi di pressione, unitamente alla sua natura termica o dinamica (a cuore freddo o caldo), implica conseguenze molto differenti nei tipi di aria che possono essere avvettate sul nostro Paese.

Ma veniamo al nostro Buran.

E’ un vento tra i più gelidi che possano soffiare sulle distese ghiacciate siberiane e sulle steppe della Mongolia (aria polare continentale-siberiana o continentalizzata). Si tratta di un flusso a sviluppo laminare, pellicolare, quasi incollato al suolo, in origine molto stabile e secco che, in particolari condizioni, può prolungare la sua corsa anche sull’Europa dell’est e da li, per mezzo di venti di Bora, riversarsi anche sul nostro Paese, generando ondate di gelo a volte di estrema intensità che solitamente perdurano anche diversi giorni dopo la fine dell’apporto.

Gli esempi ci riportano ai primi di gennaio 1985, alla fine del dicembre 1996 e al più recente blizzard di del 13 dicembre 2001.

Spesso viene erroneamente confuso con il transito di gocce fredde in quota accompagnate anch’esse da forti venti orientali (Bora), ma con origine e caratteristiche della massa d’aria completamente differenti. Trattasi in questo caso di aria molto instabile che spiraleggia alle alte quote riversandosi poi verso il basso per mezzo della convezione, provocando con bufere di neve anche intense ma di breve durata.

Luca Angelini

 

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