12 November 2018

Non fidatevi dei termometri delle auto ferme al sole!

Di caldo ce n’è già abbastanza, senza che andiamo a crearne dell’altro, magari in modo fittizio. Dopo aver smascherato i termometri delle farmacie, inclini a segnalare con estrema disinvoltura valori da “febbre” – forse per invitare ad acquistare in loco “tachipirina per atmosfera”- il tam tam del grande caldo passa anche per gli ormai diffusissimi termometri digitali installati sulle nostre auto.

Di norma tali strumenti, il cui utilizzo è da considerare al scopo indicativo, vengono montati con i sensori nei pressi degli specchietti esterni. Questa posizione è giustificata dal fatto che, durante la marcia, il profilo aerodinamico della carrozzeria invia verso il sensore stesso i filetti fluidi dell’aria in modo diretto, senza precedenti interferenze con gli organi meccanici riscaldati dal funzionamento o di carrozzeria riscaldati dal sole.

Per questo motivo tali sensori non sono protetti da adeguata schermatura. Se la vettura si ferma non rileva più la temperatura dell’aria, ma quella dello strumento stesso. In altre parole, mancando adeguato isolamento, la temperatura che viene riportata è quella del nostro termometro il quale, come ogni corpo, riemette la radiazione ricevuta falsando il dato. Quella che vogliamo conoscere infatti non è la temperatura del termometro, ma quella dell’aria.

Ecco allora i motivi per i quali, salendo in auto in un caldo pomeriggio estiva, veniamo allertati dal nostro termometro di bordo che segnala valori da deserto dell’Atacama. Questi valori naturalmente, vengono poi divulgati più o meno in buona fede dagli utenti, per dimostrare picchi di calore che in realtà, e fortunatamente aggiungiamo noi, non sono mai quelli reali.

Luca Angelini

Non fidatevi dei termometri delle auto ferme al sole!