15 December 2018

Nubi di Kelvin Helmholtz, quando il cielo dà spettacolo

Prima che a qualcuno vengano idee strane: non si tratta di nubi artificiali generatesi sotto l’azione di sostanze chimiche sparse da qualche pilota d’aereo complottista e neanche l’opera di ritocco di qualche software di grafica. Questa singolare formazione nuvolosa (singolare ma ben nota ai fisici dell’atmosfera), mostra un raro esemplare di altocumulo sottoposto ad instabilità orizzontale. Il fenomeno è stato immortalato nell’estate del 2014 nei cieli profondi del New Mexico.

Spesso siamo portati a pensare che una massa d’aria sia instabile solo sul piano verticale, nel qual caso le nubi tipiche sono quelle cumuliformi. In realtà l’instabilità può anche aversi su un piano obliquo (slantwise concection), nel qual caso possono generarsi nubi cumuliformi  lungo la superficie inclinata di un fronte, e infine sul piano orizzontale, che è proprio il caso di questa immagine.

kelvinL’instabilità orizzontale, nota anche come instabilità di Kelvin Helmholtz, può nascere lungo la zona di contatto tra due masse d’aria che scorrono l’una sull’altra in direzioni e velocità differenti. Questa sorta di “frizione” genera rotori che, se immersi in aria sufficientemente umida , o comunque prossima alla saturazione, creano questi delicati tessuti nuvolosi.

Questo tipi di nubi può formarsi a tutte le quote della troposfera. Piccoli rotori si possono notare ad esempio in presenza di nebbia in prossimità del suolo, così come ad alta quota nel caso di nubi cirriformi. E’ un fenomeno singolare ma meno raro di quanto si creda e che, come tutte le meraviglie dell’atmosfera, si dischiude solo a buoni osservatori e a chi dedica opportune attenzioni al cielo sopra di noi.

Luca Angelini

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