27 January 2021

Nubi a pecorelle, difficile vedere l’Italia così

Cielo “smerigliato” sull’Italia quest’oggi, sabato 2 aprile. L’immagine del satellite Meteosat è davvero eloquente. Tutto era nelle aspettative e infatti proprio nel nostro ultimo approfondimento vi avevo invitato a porre l’attenzione su quella cresta dell’onda calda in risalita dal nord Africa. Tanto fumo e poca sostanza, in termini di precipitazioni, ma anche tanta meraviglia nell’ammirare questo inusuale tappeto di nubi.

Fino ad alcuni anni fa, quando la meteorologia poggiava l’analisi sinottica essenzialmente sulla Scuola Norvegese, questo tipo di situazione non rientrava nella nota teoria dei fronti e pertanto questa massa nuvolosa, fatta eccezione per il limite periferico della massa d’aria ascrivibile ad un fronte caldo, non era doviziosamente descritta.

warm conveyor beltOggi ci viene incontro invece la teoria dei nastri trasportatori, la quale tratta le correnti come grandi fiumi d’aria che scorrono affiancati o sovrapposti, implementando in tal modo la teoria classica dei fronti e completando anche la descrizione di soggetti atmosferici di tipo non frontale. In questo caso ci troviamo dinnanzi ad un nastro convogliatore caldo di tipo continentale, noto agli addetti ai lavori come Warm Conveyor Belt, in pratica un flusso mite che si origina sul nord Africa al di fuori di un sistema frontale ma che poi va ad inserirsi nella parte posteriore del fronte caldo (che possiamo notare al di là dell’arco alpino).

La curvatura anticiclonica che segue questo imponente flusso mite, determina la scarsità dei fenomeni (ne avevamo parlato giusto venerdì in questo approfondimento dedicato alle polveri desertiche), ma anche questa spettacolare distesa stratificata di nubi medio-alte. Naturalmente chi sta sotto, noi in questo caso, si trova nel cosiddetto settore “caldo” di una depressione e questo lo possiamo constatare in concreto con la mitezza che pervade le nostre città e che ha portato l’asticella dei termometri a posizionarsi in pianta stabile al di sopra della media dalle Alpi alla Sicilia.

Luca Angelini

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