24 April 2018

Nubi, pioggia e neve: quando le montagne fanno la differenza

Una catena di montagne può fare la differenza tra un clima fertile e uno desertico. Prendete ad esempio l’Himalaya: le umide correnti dell’oceano indiano che trasportano l’umidità sul triangolo indiano tramite il Monsone estivo asiatico, vengono bloccate da questa imponente catena montuosa. Al di là dell’altopiano del Tibet solo venti secchi di caduta da sud (in estate) e freddi ma asciutti da nord, e quindi poveri di precipitazioni, anche in inverno. Risultato: dai 1.200 millimetri di pioggia media annuali del versante indiano si scende ai soli 190 millimetri annuali di quello cinese, deserto di Gobi.

E che dire del deserto di Atacama in sud America, dove la catena delle Ande blocca le correnti umide in arrivo dall’Amazzonia disegnando un’ampia falce desertica costiera sul versante cileno? E siete mai stati a Las Vegas, dove le Montagne Rocciose fanno da blocco alle correnti umide del Pacifico e concedono solo 110 millimetri di pioggia all’anno, pari a quante ne cade a Roma nel solo mese di novembre?

Bene, pensate ora che anche le nostre Alpi e i nostri Appennini svolgono tale funzione di sbarramento e di filtro per le correnti umide. Noi però, a differenza delle zone citate in precedenza, possiamo contare sulla variabilità climatica che alterna correnti da nord a correnti meridionali per le Alpi, correnti da ovest a correnti orientali per gli Appennini.

Per quanto ci possano senz’altro essere situazioni prevalenti, e quindi zone più o meno piovose (e/o nevose durante l’inverno), lo sbilancio totale non è sufficiente a creare savane o deserti; Svizzera e Valle d’Aosta non sono poi così diversi sotto questo punto di vista.

Ora, se osserviamo la carta relativa alla probabilità di pioggia prevista per i prossimi sette giorni (fino al 25 gennaio prossimo) salta subito al’occhio che le Alpi creeranno due mondi diversi: a nord l’inverno, con la neve, tanta, tantissima sui versanti esteri, a sud l’aria tersa, i venti di caduta, il secco tipico delle situazioni favoniche padane. Tra il nord e il sud delle Alpi ci sarà – in sette giorni – una differenza di oltre 200 millimetri di pioggia equivalente (equivalente perchè molta sarà neve).

200 millimetri di differenza in una settimana, una catena di montagne può fare anche questo…

Luca Angelini

Nubi, pioggia e neve: quando le montagne fanno la differenza