24 January 2021

Nubifragi, ecco le zone a rischio nella giornata di sabato

Il giorno prima del nubifragio. Potremmo commentare così questo venerdì 4 novembre, giornata di calma apparente, durante la quale tutta l’energia viene spesa dall’atmosfera per preparare il guasto di domani, sabato 5 novembre. Partendo dai presupposti già approfonditi in questo precedente editoriale, rimane ora da porre la dovuta attenzione su alcuni settori che, per motivi legati alla circolazione alla mesoscala (scala locale) potrebbero risultare a rischio di piogge particolarmente intense e /o abbondanti.

Dopo aver esaminato l’ampia gamma di prodotti numerici a disposizione, vi posso indicare in particolare tre settori che ritengo a rischio di fenomeni intensi, talora anche di nubifragio (poi vi fornirò il bollettino ufficiale della Protezione Civile per la giornata di sabato) :

  • i primi due sono la Liguria di Levante e l’estremo nord della Toscana.

schema-circolazione-al-livello-del-mareNella fattispecie (vedi mappa riportata qui a fianco), si nota a cavallo del mar Ligure la “solita” linea di confluenza nei bassi strati lungo la quale vanno a collidere l’aria mite e umida che risale con venti di Libeccio e Ostro (origine nord Africano), e quella più fredda e asciutta che travasa dalla pianura Padana. In più, si nota l’ulteriore accumulo di massa d’aria dovuto al probabile rimbalzo del flusso sui contrafforti settentrionali della Corsica, con proiezione di questa confluenza in direzione della Liguria di Levante fino alla Versilia. Lungo tale linea si avranno le condizioni favorevoli per lo sviluppo di precipitazioni abbondanti, anche di tipo temporalesco.

  • Che tipo di temporali si potranno avere?

Considerando che in quota il vento scorrerà pressochè parallelo di quello al livello del mare, e che l’asse delle correnti risulterà praticamente perpendicolare alla catena appenninica che si opporrà con evidente sbarramento, ci possiamo aspettare il fenomeno della rigenerazione sopravvento, che in altri termini indica la possibilità di assistere a temporali di lunga durata, i noti temporali rigeneranti, quelli a forma di “V” se volete.

Un meccanismo analogo, ma con acque del mare meno calde e pertanto con minor energia in gioco, si nota per il terzo settore a rischio nubifragi:

  • il Friuli Venezia Giulia. Qui andranno a confluire i venti freschi continentali in discesa dal Carso e lo Scirocco mite che risale lungo l’imbuto adriatico. In particolare pare possibile che l’ulteriore imbottigliamento del flusso umido entro le valli tra le Prealpi e le Alpi Giulie, possa dar luogo a precipitazioni di forte intensità soprattutto sulla provincia di Udine, dal capoluogo friulano sino al Tarvisiano.

Quanto scritto è ciò che emerge “sulla carta“. Non ci rimane ora che attendere l’evolvere degli eventi e constatare come la realtà dei fatti si svolgerà in concreto, naturalmente con la sola priorità e auspicio che tutti si risolva nel migliore dei modi.

Luca Angelini

Nubifragi, ecco le zone a rischio nella giornata di sabato