21 August 2018

NUBIFRAGI, possono colpirci anche con l’alta pressione?

Woom! Dopo una mattina canicolare all’improvviso il temporale. E non se lo aspettava nessuno: “le previsioni davano l’alta pressione quindi il bel tempo”. Vero ma attenzione alla fonte delle vostre previsioni e soprattutto attenzione ad affidarsi solo ai simboletti di poco conto. L’atmosfera estiva, anche in pieno regime di alta pressione, può generare sorprese in virtù del suo quantitativo di umidità e del suo profilo verticale.

La forte evaporazione dovuta proprio alla presenza di una intensa insolazione, accumula giorno dopo giorno aria umida nei bassi strati. Man mano che l’alta pressione invecchia gli strati posti nei bassi strati entro il cosiddetto “boundary layer”, ossia lo strato rimescolato che dal suolo si eleva in estate fin verso i 2.000-3.000 metri, si caricano di umidità, mentre al di sopra l’aria risulta molto più secca a causa della compressione anticiclonica di tipo dinamico.

Ma l’aria secca è più densa e pesante dell’aria umida, pertanto la colonna d’aria inizia a divenire instabile. La situazione è molto frequente lungo le catene montuose, dove i pendii forniscono un invito agevolato alla risalita dell’aria caldo-umida, ma anche sulla val Padana, catino geografico semichiuso che favorisce l’accumulo di umidità nei bassi strati. I Padani conoscono bene questa situazione che va sotto il nome di “afa“.

Ebbene, abbiamo visto che la colonna d’aria in questa situazione è instabile, ma non succede ancora nulla: per trasformarsi in un vero e proprio temporale, gli annuvolamenti cumuliformi hanno infatti bisogno di un innesco. Questo può provenire da diversi fattori.

1)  Insolazione diurna, che scalda gli strati umidi posti in vicinanza del suolo introducendo anche una componente instabile di tipo termico. L’aria infatti salendo di quota non torva solo strati più secchi, ma anche meno caldi.

2) Eventuali infiltrazioni di aria più fresca che transitino alle quote superiori lungo il margine dell’anticiclone producendo gli stessi effetti instabilizzanti.

3) Non ultimo, anzi diremmo determinante, l’accompagnamento verso le alte quote dell’aria umida lungo i pendii montuosi. L’aria in questo caso sale verso l’alto ben un buon tratto senza sprecare energia e può raggiungere più agevolmente le quote superiori dove la sua risalita tende a divenire spontanea proprio per il divario termo-igrometrico visto poc’anzi.

Più questi elementi lavorano in sinergia tra loro, più energia sarà disponibile per i temporali è più forti potranno essere questi ultimi, sino a diventare veri e propri nubifragi.

Quindi è possibile avere nubifragi anche in regime di alta pressione? Risposta affermativa, ma solo a scala locale e a patto che si rispettino tutti i passaggi sopra descritti.

Luca Angelini

NUBIFRAGI, possono colpirci anche con l’alta pressione?