27 November 2020

NUBIFRAGIO a Milano: perchè tanta acqua tutta insieme?

La situazione generale era prevista da giorni tuttavia, come quasi sempre accade, fenomeni di tale portata non sono del tutto collocabili nel tempo e nello spazio. Così Milano, dopo gli acquazzoni complessivamente moderati di ieri (domenica) si è risvegliata oggi, lunedì, con uno spessore di umidità particolarmente concentrato nei bassi strati, intrappolato dall’inversione termica notturna.

confuenzaSulle montagne però gli acquazzoni sono proseguiti per gran parte della notte, riversando aria fresca dallo sbocco delle valli prealpine verso il centro della val Padana, processo che ha compresso e concentrato il “boundary layer”, ossia proprio lo strati umido dei bassi strati lungo una ben evidente linea di confluenza (vedi la bordatura rossa nell’immagine satellitare ). Intanto alle alte quote il vento da sud-ovest soffiava forte per andare ad infilarsi entro il centro del vortice, posizionato sulla Francia, dove oggi pioverà e pure parecchio. Insomma la situazione era molto delicata ma ancora latente: mancava solo l’innesco.

Ecco quindi la luce del giorno e il pur timido riscaldamento solare delle primissime ore, che è per quanto modesto, è risultato determinante per far saltare il coperchio radar1dell’inversione permettendo all’aria molto umida, e ora anche più calda per il noto fenomeno dell’isola di calore urbana, di iniziare a sollevarsi in blocco. Le torri temporalesche (vedi figura radar) sono andate organizzandosi dapprima sui settori orientali della Metropoli lombarda proprio per l’inclinazione del pennacchio caldo-umido determinata dal vento in quota rispetto all’asse della città.

La macchina temporalesca si è così avviata, rigenerandosi regolarmente sopravvento, quindi scaricando sulla città diluvio dopo diluvio per oltre tre ore. Le sommità delle torri temporalesche hanno raggiunto dapprima i 6.800m raggiungendo una temperaura di -26°C, poi i 7.200m e -29°C, infine 8.800m e -39,5°C. L’intensità della pioggia è stata notevole e in crescendo, con rain rate fino a 38 millimetri di acqua all’ora e cumulate che nei quartieri ad est del capoluogo lombardo, hanno sfiorato i 90 millimetri (dati Centometeolombardo, vedi ultima figura in basso), Come normalmente accade in queste situazioni di auto-rigenerazione, molto intensa è anche l’attività elettrica, causa di diversi black-out.

scaricheUn fenomeno del genere, che si abbatte su una grande città con oltre 3 milioni di abitanti, ha certamente conseguenze evidenti. Tra queste da segnalare l’esondazione del fiume Lambro, l’allagamento e quindi il blocco totale di numerosi sottopassi, con relativa congestione della viabilità. estese interruzioni della corrente elettrica, sia per infiltrazioni che per i fulmini, con blocchi ripetuti nelle corse delle metropolitane.

Blocchi e ritardi anche all’aeroporto di Linate, preso in pieno dall’asse temporalesco, stessa situazione lungo le tratte ferroviarie, con centinaia di pendolari rimasti bloccati soprattutto lungo le linee della Trenord. Giunge anche notizia di una scuola evacuata dai Vigili del Fuoco per pericolo crolli.

pioggiaSolo tra le 12 e le 13 il complesso temporalesco, con la sua ben evidente flanking line (fila di cumuli posti lungo la bocca di aspirazione) si è lentamente spostato andando ad investire il Lodigiano, il Cremasco e, al limite estremo meridionale, anche il Piacentino, mentre il ventre attenuato delle celle vecchie si è espanso verso la pianura e la fascia pedemontana bergamasca e bresciana apportando anche in questo caso estese (ma più moderate) precipitazioni.

A seguire nuove celle temporalesche si stanno organizzando all’altezza del Vercellese, dunque probabilmente nelle prossime ore alta è la pobabilità che sul capoluogo lombardo ricominci a piovere con una certa intensità.

Luca Angelini

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