24 November 2020

Nuvole e piogge da… fronte caldo

Si parte da una semplice definizione per arrivare a capire quali fenomeni si accompagnano ad un ben definito tipo di perturbazione in arrivo. Questo perchè senza una classificazione delle strutture atmosferiche non si va da nessuna parte, tanto meno si possono imbastire previsioni. E allora ci viene insegnato che il fronte caldo (in questo editoriale troverai un ampio approfondimento in merito) è una superficie ben definita, che separa l’aria fresca preesistente da quella più calda che gli viene incontro o che comunque viaggia più veloce della prima.

La parte più avanzata si trova in alto, perché l’aria calda in arrivo è meno densa quindi più “leggera”, e pertanto scorre sopra il cuscino di aria fredda già presente sul posto dando luogo ad un susseguirsi pressochè ininterrotto di nuvole, principalmente stratiformi. Da notare che la pendenza di salita di questa rampa d’aria non supera l’1%.

A seguire lentamente il cuscino fresco viene smangiucchiato, rimescolato a partire dall’alto e il fronte guadagna spazio verso il basso, finché non arriva al suolo portando un aumento della temperatura e una rotazione del vento da sud o sud-est.

Sì, ok. Tutto molto bello, ma la realtà è un po’ differente, specialmente quando il fronte si trova a dover affrontare isole, montagne, coste e mari relativamente caldi; proprio come succede per il fronte freddo, anche se con effetti leggermente meno marcati.

L’effetto principale è questo: il fronte non è liscio, ma fatto a scalini, più o meno distanziati tra loro, i quali corrispondono a blocchi veri e propri di nuvole via via diverse. Solitamente si parte con banchi di cirri sfilacciati, poi arrivano altostrati inizialmente sottili, poi via via più compatti, e – andando avanti – improvvisamente arriva un muro di nuvole più basse, come quelle in foto, i nembostrati. Sono le nuvole della pioggia. Si passa in velocità da un cielo grigio e liscio ad un cielo più scuro e variegato.

Il primo scalino, a volte, se l’aria è instabile, può dar luogo a nuvolosità cumuliforme favorita da una convezione poco profonda. Poi più avanti arrivano altri scalini, con nuvole a base ancora più bassa e infine sopraggiunge quello più spesso, vicino al suolo, più carico perchè il vento mite che spinge il fronte vi ha ammassato l’umidità raccolta lungo la superficie marina, incattivendo i contrasti, ma anche perché questa massa d’aria si trova ad affrontare il muro d’aria fresca più tenace, incollato al suolo, asciutto e più denso, quindi pesante.

E’ il momento in cui il vento caldo che scorre in superficie è costretto a fare un salto in alto, soprattutto in prossimità delle isole, delle coste e delle aree retrolitoranee, ed ecco che allora può scapparci un vero e proprio scroscio di pioggia, magari anche un temporale, il tutto seguito da un improvviso rinforzo del vento mite e – ovviamente – dall’aumento della temperatura.

Provate anche voi, quando si avvicinano perturbazioni di questo tipo (come accadrà nei prossimi giorni su mezza Italia) ad osservare il cielo e a ritrovarvi in questa sequela di fenomeni. Vi sarà più facile capire il tempo e passare dalla teoria alla pratica.

Luca Angelini

Nuvole e piogge da… fronte caldo