31 October 2020

Ondata di GELO all’Epifania? Chi ci capisce qualcosa (non) è bravo

Un’altra ondata di gelo in arrivo, ma solo sulla carta, almeno per il momento. Scriviamo questo articolo di chiarimento per mettere in guardia voi, cari lettori, e porvi al riparo dallo stillicidio di fake news che hanno ormai preso pieno possesso del mondo dell’informazione, in modo particolare nell’ambito della meteorologia.

Non si è ancora conclusa la breve parentesi fredda, che alcuni (i soliti “noti”) avevano additato come ondata di gelo, quasi a farci pensare di essere piombati al Polo Nord, che gli stessi “noti” hanno già preannunciato la successiva per l’Epifania.

Ora, sgombriamo il campo dalla disinformazione propinata dai soliti incompetenti e andiamo a vedere cosa effettivamente si può dire alla luce di una ponderata analisi condotta con l’unico metodo ammesso, quello scientifico, considerando che siamo ad oltre 180 ore di anticipo: ebbene le cartine che vi abbiamo allegato nelle rispettive figure sono eloquenti.

  1. Prima cartina in alto: indica in chiave probabilistica “a spaghetti” l’altezza della superficie di 500hPa prevista per il giorno dell’Epifania. Cosa ci rappresenta ai fini previsionali? Ovviamente nulla. Chi ci capisce qualcosa è bravo (anzi no) si inventa le cose, dato che non c’è alcuna indicazione, alcun segnale che ci consenta di individuare un quadro neanche lontanamente verosimile.
  2. Seconda cartina qui sopra: fa un passo in più, individua un segnale medio di 50 previsioni e indica in chiave probabilistica, con il metodo della “deviazione standard” l’affidabilità dello stesso, calcolato dal modello inglese ECMWF. Le aree contraddistinte con colori caldi, come quelli che ricoprono l’Italia, sono soggette ad alti valori di deviazione e pertanto ad una attendibilità molto bassa.
  3. Terza cartina qui sotto: indica in chiave probabilistica, con il metodo della “deviazione standard” l’affidabilità dello scenario medio dei 20 calcolati dal modello americano GFS. Le aree contraddistinte con colori caldi, come quelli che ricoprono l’Italia, sono soggette ad alti valori di deviazione e pertanto ad una attendibilità molto bassa.

Conclusioni: come vedete, il responso dei migliori modelli numerici al mondo è concorde nell’individuare un’incertezza prognostica tale, da costringerci senz’altro a differire di alcuni giorni qualsiasi tentativo di previsione. Chi non lo fa vi inganna, qualsiasi cosa vi racconti. Noi ve lo abbiamo detto!

Luca Angelini

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