20 January 2021

Ondate di gelo a 300 ore, quando impareremo a non farci più ingannare dagli imbroglioni?

Ha sollevato alcune perplessità il nostro approfondimento di ieri – 15 dicembre 2020 riguardo la probabile fase “interlocutoria” dell’inverno evidenziata dalla modellistica numerica per i giorni che ci condurranno verso il Natale. Le perplessità sono nate dalle osservazioni di alcuni lettori che, su altri siti web si, sono imbattuti in notizie del tutto opposte (e che si riferiscono anche a periodi diversi): “ondate di gelo in arrivo”, “freddo polare”, “nevicate in pianura”, eccetera eccetera… insomma le solite fesserie di basa lega. Facciamo anzitutto una premessa: noi non stiamo dicendo che tutto ciò non arriverà, ma semplicemente che ad OGGI non lo possiamo sapere.

Ora, chi segue assiduamente questo sito web già lo sa, tuttavia noi ci premureremo di spiegare anche a tutti gli altri che non è possibile formulare previsioni meteorologiche con oltre 300 ore di anticipo. NON è pertanto possibile conoscere il comportamento dell’atmosfera nei giorni delle festività natalizie. Dunque chi OGGI afferma che intorno a Natale l’Italia sarà interessata da una ondata di gelo mente; infatti le elaborazioni probabilistiche (quelle dell’articolo di ieri appunto, limite massimo dell’orizzonte di tendenza) lo smentiscono. Inoltre, chi OGGI afferma che tra Natale e Capodanno l’Italia sarà interessata da una ondata di gelo mente. Perchè? Perchè la scienza ci impedisce di formulare previsioni a così lungo termine, oltre le 300 ore!

  • Primo motivo, mancanza di affidabilità: il comportamento dell’atmosfera non segue un andamento lineare. La conseguenza è che, nel calcolo di una previsione, gli inevitabili piccoli errori e/o approssimazioni delle rilevazioni iniziali (il tempo di adesso) implica l’avere errori a cascata nel quadro di previsione a lunga scadenza (il tempo del periodo natalizio appunto).
  • Secondo motivo, approssimazioni nei calcoli: le equazioni della fisica che descrivono lo stato futuro dell’atmosfera sono approssimate per praticità di calcolo e pertanto forniscono soluzioni che, per quanto siano le uniche e le migliori disponibili, sono comunque inesatte.
  • Terzo motivo, approssimazioni nella simulazione dell’atmosfera: i modelli numerici utilizzati per prevedere il tempo simulano lo stato futuro dell’atmosfera e, pur avvicinandosi ad esso, non sono la realtà.
  • Quarto motivo, approssimazioni nella simulazione del territorio: i modelli numerici utilizzati per prevedere il tempo simulano il territorio (catene montuose, coste, vallate, pianure) e non lo riproducono esattamente. Questo genera una ulteriore fonte di errore.

Tutto questo per dire cosa? Che ad OGGI nessuno può conoscere con 300 ore di anticipo – quindi se tra Natale e Capodanno – sull’Italia pioverà o ci sarà sole, se farà caldo o se invece nevicherà. Mettiamocelo in testa una volta per tutte: le previsioni meteorologiche non sono folclore, non sono una corsa a chi arriva prima, non sono fatte per esaudire i nostri desideri, non si elaborano sperando nel colpo di fortuna, non si divulgano contando sul fatto che poi i lettori si dimenticano, non nascono dalle profezie di Frate Indovino e neanche dal delirio di qualche avventore in cerca di facili e ingannevoli consensi.

Impariamo quindi a non farci più ingannare e ricordiamoci, alla scadenza, di quello che costoro avevano scritto. Contribuiamo a mantenere credibile questa scienza magnifica abbandonando i loro siti spazzatura. Premiamo invece i professionisti che formulano i bollettini seguendo le regole imposte dalla filiera previsionale e che prestano tutti i giorni con onestà e rispetto verso i lettori e la scienza il loro duro ma importantissimo lavoro. Grazie!

Luca Angelini