Outflow boundary, quando il temporale ti passa accanto

Quando accade che, per un qualsiasi motivo, vengano a generarsi situazioni temporalesche di una certa intensità, gli scambi di calore fra i bassi strati atmosferici e la sommità dei cumulonembi diventano molto rapidi e possono creare fenomeni estremamente violenti. Pensate che il peso dell’aria che sale e scende può generare onde invisibili dette “onde di gravità“, ossia vibrazioni del volume d’aria adiacente ai temporali in atto (analogamente alle onde generate da un sasso in uno stagno), tali da innescare a loro volta nuovi temporali.

Queste sono le condizioni ideali nelle quali si generano forti precipitazioni e, di conseguenza, anche venti verticali discendenti di rara violenza. La colonna d’aria sotto il temporale infatti, viene spostata per due motivi principali: un primo di tipo meccanico, dovuto allo spostamento, alla spinta causata dalla colonna d’acqua in caduta. Il secondo motivo è di tipo termodinamico e avviene soprattutto se l’aria sotto il temporale è piuttosto secca e causa evaporazione parziale della precipitazione in caduta. L’evaporazione infatti sottrae calore all’aria causandone il rapido raffreddamento e quindi l’accelerazione verso il basso per l’aumento della densità.

outflow boundaryIn un modo o nell’altro queste correnti discendenti una volta arrivate al suolo si espandono a orizzontalmente ventaglio, generando il cosiddetto “outflow boundary“, ossia un arco che delimita il “fronte delle raffiche”, altresì noto come “gust front” (vedi scansione radar qui a fianco). Il passaggio di quest’ultimo porta a raffiche di vento improvvise e talmente intense che in alcune occasioni esse possono arrivare a soffiare fino a 100-120 km/h; nella maggior parte dei casi (non sempre) associato a tali raffiche si nota il passaggio nel cielo della “nube a mensola”, seguita da altre formazioni nuvolose basse e minacciose. Spesso questo vento viene confuso con il transito di una tromba d’aria, ma la fisica di quest’ultimo fenomeno è totalmente differente.

A causa dell’attrito con la superficie terrestre, la corsa del fronte di raffiche si arresta a pochi chilometri dal “cuore” del temporale, ma in alcune occasioni si può arrivare ad osservare nubi a rotolo a distanze fino a 20-25 km dal centro del cumulonembo.

Pertanto se vedete cielo nero ma con vento relativamente calmo, poi improvvisamente avvertite l’arrivo di forti raffiche di vento freddo associate all’avvicinamento di nubi molto basse, potrete intuire che a pochi chilometri da voi si sta scatenando un temporale molto forte. Spesso però il gust front non indica che sulle nostre teste sta per abbattersi un nubifragio, anzi il più delle volte suggerisce che il corpo principale del temporale si è scaricato o transiterà a diversi chilometri di distanza e probabilmente non ci interesserà.

Luca Angelini

Outflow boundary, quando il temporale ti passa accanto

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