27 January 2021

Parentesi FREDDA al nord, non scomodiamo il blizzard di Santa Lucia

13aPer quanto strano possa sembrare in effetti è successo. Così questo parapiglia passeggero in transito sul nostro settentrione è stato accostato senza cognizione di causa, ad eventi di ben altro spessore. Qualcuno forse se ne sarà già accorto, qualcun altro, magari convinto dai titoloni freschi freschi dei soliti siti web “strilloni”, ancora dovrà rendersene conto. Fatto che che, sia per gli uni che per gli altri, sarà opportuno rinfrescare (scusate il gioco di parole…) la memoria su quella che fu battezzato il “Blizzard di Santa Lucia” e confrontarlo (impietosamente) con il semplice cut-off depressionario in viaggio oggi, mercoledì 16 marzo 2016, sulle nostre regioni settentrionali.

Le differenze stanno nei modi e nei tempi, a partire dal periodo stagionale. L’evento che portò all’indimenticabile bufera di neve in quella sera del 13 dicembre 2001 si svolse, per l’appunto, a metà dicembre. In quel periodo la 13bcalotta polare giace nel buio totale dell’inverno e anche il nord Europa il giorno dura davvero pochissimo. Eì così possibile fare affidamento su un substrato continentale certamente molto freddo radente il suolo.

A questo vanno aggiunte le caratteristiche proprie della massa d’aria arrivata sull’Italia dalle latitudini artiche, con successivo scorrimento continentale.

Lo vediamo dalle prime due mappe: in alto notiamo l’ampiezza del lago freddo e i
16bgeopotenziali molto bassi ( la superficie di 500hPa corrispondeva a circa 5.200 metri, contro una media di circa 5.500 metri).

Ma il blocco freddo poteva vantare anche un notevole spessore: dalla seconda mappa infatti si nota che sulla superficie di 850hPa (in quel caso circa 1.250 metri di quota) la temperatura raggiungeva agevolmente i -15°C.

Oggi mercoledì 16 marzo, a fronte di geopotenziali più elevati in quota (circa 5.450 metri, siamo a marzo inoltrato)’occorre notare la modesta isoterma di 0°C che sorvola il nord Italia, coadiuvata da una altrettanto blanda isoterma di -5°C che lambisce la 16acresta delle Alpi. A questo si aggiunga la scia di aria meno fredda che subentrerà subito in coda a questo piccolo nocciolo depressionario, per via delle temperature elevate che ancora insistono su gran parte dell’Europa orientale.

Dunque, per concludere: non è oro tutto ciò che luccica, occorre dare il giusto peso agli eventi . Una retrogressione non basta. Bisogna vedere quello che c’è dietro e soprattutto, quello che c’è dentro…

Luca Angelini

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