Passaggio temporalesco al nord: la differenza tra previsione e realtà

“I meteorologi non ci azzeccano mai” (cit…). Vero. Infatti i meteorologi non devono azzeccare proprio nulla. I meteorologi non forniscono scommesse; i meteorologi devono interpretare le simulazioni dei modelli fisico-matematici e indicare la probabilità che un tale evento possa verificarsi o meno. Bene, messo da parte il più antipatico dei luoghi comuni,, che potrebbe invece calzare a pennello, guarda caso per le nostre blasonate APP automatiche, diamo un’occhiata a cosa ci ha combinato il passaggio temporalesco previsto, e poi regolarmente verificatosi, venerdì 29 luglio su alcune regioni dell’Italia. Quali regioni?

Osservate la parte sinistra della figura qui sopra: è la simulazione, ovvero il risultato grafico di miliardi di calcoli risolti dal modello americano GFS; la gradazione di colore ci indica le aree dove erano previste piogge e il numerino rappresenta i rispettivi valori in millimetri. Nella parte destra la realtà, gli accumuli di pioggia effettivamente rilevati dalle stazioni meteorologiche. Tra le due immagini il passaggio dalla simulazione alla realtà perde qualche pezzo, ma nel complesso fornisce un ottima rappresentazione, quindi un‘ottima previsione. Come potete facilmente osservare, fatta eccezione per alcuni settori dell’Umbria, della Basilicata e della Calabria, rimasti esclusi dai (comunque modesti) acquazzoni pomeridiani previsti, simulazione e realtà sono quasi perfettamente sovrapponibili. Malgrado ciò, chi abita nelle zone escluse dai fenomeni, riterrà la previsione errata e potrà nuovamente alimentare il luogo comune di cui sopra. Ora, diteci voi: i meteorologi meritano davvero tutto questo?

Luca Angelini