Paura dei primi caldi?

I primi caldi sono quelli più temuti, sia perchè il nostro organismo non è abituato a fronteggiarli, e pertanto risultano più fastidiosi di quanto dovrebbero, sia anche perchè fan tornare alla memoria le estati immediatamente precedenti, durante le quali la partenza del caldo significava una maratona di tre mesi o giù di li, che finiva solo con le prime rinfrescate di settembre.

Ora, come si suol dire, non è il caso di fasciarsi la testa prima i prendere il colpo, anche perchè la stagione deve fare il suo corso e oltretutto un po’ di stabilità atmosferica, laddove finora ha quasi sempre piovuto, rientrerebbe appieno nei canoni stagionali.

COSA DICONO I MODELLI: va comunque segnalato che stiamo attentamente seguendo le elaborazioni numeriche per esaminare le intenzioni di un vortice ciclonico che, staccatosi dalla circolazione atlantica, punta a guadagnare lo spazio di oceano antistante il Portogallo. Per far questo, siamo andati anzitutto a sviscerare non una ma ben 70 diverse previsioni. I grafici proposti nelle rispettive figure (click per aprirle) ci mostrano gli elaborati dei migliori modelli numerici al mondo, l’inglese ECMWF (sopra, 50 previsioni) e l’americano GFS (sotto, 20 previsioni).

Ebbene, da entrambi emerge la possibilità che tra il 26 e il 29 maggio prossimi (quindi siamo a cavallo del prossimo weekend) questo vortice effettivamente si posizioni come detto e da li inizi ad inviare verso il Mediterraneo e l’Italia aria calda di origine nord-africana. Quest’aria calda, presente a tutte le quote, andrà ad impostare una figura anticiclonica di matrice continentale, meglio conosciuta come anticiclone nord-africano.

CHE PROBABILITA’ CI SONO? Le probabilità che nel periodo suddetto ciò accada sono concrete (oltre il 75%). Quello che conforta è che questa fase calda – che per qualcuno potrebbe risultare un po’ fastidiosa – dovrebbe essere solo una breve parentesi. Oltretutto il campo delle temperature rappresentato nei grafici, si riferisce alla libera atmosfera ad una quota media di 1.500 metri. Ciò vuol dire che non tiene conto degli strati più bassi dell’atmosfera, quelli rimescolati, là dove intervengono altri fattori a manipolare le temperature, come le brezze o lo stato dei suoli, soprattutto laddove negli ultimi tempi ha piovuto spesso. E qui i valori, in proporzione, potrebbero risultare mitigati.

IN CONCLUSIONE: insomma, per farla breve, tra il 26 e il 29 maggio pare prospettarsi un generale rialzo delle temperature. Gli scarti rispetto alla media del periodo non saranno particolarmente rilevanti, al massimo 3-4°C (quindi nulla di eclatante o di cui preoccuparsi), ma il ricarico umido potrebbe generare qualche disagio nelle zone interne. Non si esclude la possibilità che vengano raggiunti i 30°C su alcune zone, anche questo andrà confermato. Nei prossimi aggiornamenti saremo certamente più precisi, continuate a seguirci.

Luca Angelini

Paura dei primi caldi?