15 December 2018

Perchè i cambiamenti climatici aumentano il rischio idrogeologico?

Il repentino cambiamento climatico in atto fa crescere l’hazard, cioè la pericolosità dei fenomeni idrometeo. Questo perché, ad esempio, una atmosfera più calda può contenere al suo interno più vapor d’acqua e inoltre può essere anche più instabile dal punto di vista termodinamico. Come dire, può… “bollire” più spesso. Perche’ l’atmosfera e’ , per certi aspetti, un po’ come l’acqua che bolle.

Ma questo “bollire” si traduce in possibilità di, ad esempio, di temporali più intensi. Cioè più pioggia in poco tempo. E quindi maggior probabilità di alluvioni lampo o di frane e dissesti.

Ma non finisce qui. Questi fenomeni più “pericolosi” si abbattono su territori vulnerabili e molto esposti.

Insomma, alla fine la combinazione di questi tre ingredienti – pericolosità, esposizione e vulnerabilità – significa più rischio.

Pertanto, se mitighiamo il “clima”, ad esempio emettendo meno anidride carbonica, di fatto caliamo o per lo meno limitiamo il livello di pericolosità e, di conseguenza, anche il rischio. A parità di vulnerabilità ed esposizione.

Ovviamente se mettiamo a posto il territorio (cementificando di meno, piantando più alberi…) idem caliamo il rischio. E così pure se nelle aree vulnerabili ci mettiamo ad abitare meno persone, riduciamo l’esposizione e quindi di nuovo il rischio.

Insomma, con i cambiamenti climatici si può convivere (resilienza), a patto di usare un minimo di intelligenza e non tirare troppo la corda.

Carlo Cacciamani

Per saperne di più: il cambiamento climatico e il suo impatto ambientale e territoriale su risorsa idrica e rischio idrogeologico.

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