21 January 2021

Perchè l’INVERNO non arriva? Chiedetelo al Vortice Polare

Un bello spettacolo è sempre frutto di accurati preparativi dietro le quinte. E’ così anche per l’inverno, che però quest’anno dietro le quinte ha un “cast” poco convincente. Tra tutti, due parole conviene certamente spenderle per il regista, il vortice polare, punta di diamante e prezioso detentore delle masse d’aria fredda destinate a ruzzolare verso le medie latitudini.

Il vortice polare, nel nostro emisfero, altro non è se non una circolazione di aria molto fredda che ruota in senso antiorario attorno al Polo nord e che, durante il semestre freddo, è presente anche alle quote superiori, nella stratosfera. E’ da questa circolazione che normalmente si sviluppano le onde cicloniche foriere di maltempo, tuttavia quest’anno la circolazione che racchiude il vortice polare è talmente tirata, stretta, che non permette un adeguato sviluppo meridiano di queste onde.

Come mai in stratosfera il vortice polare esiste solo nella stagione fredda? Semplificando, possiamo immaginare il vortice polare stratosferico come il disegno dell’ombra polare invernale sul globo terrestre. In inverno, data l’inclinazione dell’asse terrestre, i raggi solari per alcuni mesi non riescono a raggiungere la stratosfera polare, fermandosi al limite della calotta. Entro quella zona il bilancio radiativo è negativo e si viene così a creare un nocciolo d’aria estremamente fredda.

vpsLa differenza di temperatura tra questo nocciolo e le porzioni d’aria circostanti, raggiunte invece dalla radiazione solare (e quindi più calde per l’attivazione dei ciclo d’ozono) è talmente grande che lungo la fascia di contatto si mettono in moto forti venti che ruotano in senso antiorario attorno alla zona d’ombra, noti come Polar Night Jet. Questi venti danno quindi forma (circolare o appena ovalizzata) al nostro vortice polare stratosferico. Ebbene più è freddo il nocciolo del nostro vortice, più questi venti sono tirati e meno possibilità hanno le onde cicloniche di staccarsi e portarsi verso le medie latitudini. E’ proprio quello che sta avvenendo in queste settimane.

Una volta avviato, questo processo potrebbe teoricamente proseguire quasi ininterrottamente sino alla primavera e dunque influenzare la circolazione dei bassi strati sovrapponendosi ad essa. In questo modo l’aria gelida rimarrebbe rinchiusa entro la sua gabbia artica (nella tropopausa è il Polar Jet Stream, o corrente a getto polare ad espletare la funzione contenitiva al posto del Night Polar Jet), lasciando le medie latitudini in preda ai miti anticicloni subtropicali. Anche questo è ciò che sta accadendo.

A questo punto l’inverno ha una sola possibilità di uscire allo scoperto: attendere che il il jet stream di contenimento del vortice polare troposferico (il vortice presente nei bassi strati), finisca per “inciampare” su qualche catena montuosa (Montagne Rocciose nord-americane, Himalaya, dorsale giapponese) iniziando così ad oscillare, come farebbe la corda di una vpchitarra se pizzicata. In tal caso la banda anticiclonica subtropicale, anzichè rimanere estesa lungo i paralleli, inizierebbe ad espandersi verso nord. Ma lo spessore atmosferico, procedendo verso nord, diminuisce (per via sia della forza centrifuga dovuta alla rotazione terrestre, sia perchè la colonna d’aria è più fredda) e quindi l’onda tenderà a cresce in spessore. Qualora quest’ultima avesse forza sufficiente per sfondare in stratosfera, si attiverebbe in alta quota un processo di riscaldamento esplosivo (l’inflazionato strat-warming o, più tecnicamente, Sudden Stratospheri Warming di tipo Major), tale da frenare il Polar Night Jet e destabilizzare il vortice polare stratosferico.

L’aria gelida, non più trattenuta al suo interno, sarebbe ora libera di scivolare, come una goccia d’olio, verso le medie latitudini, mettendo finalmente in moto la stagione invernale con freddo e neve. Freddo e neve che però, alla luce degli ultimissimi aggiornamenti, ancora non si vedono all’orizzonte e per i quali dovremo probabilmente attendere (qui credetemi sulla fiducia) almeno sino a metà gennaio.

Luca Angelini

 

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