19 November 2018

Perdita di ghiaccio, ora ci si mette anche l’Antartide

Fino a qualche anno fa la situazione dei ghiacci marini antartici mostrava un andamento diametralmente opposta a quella dell’Artico. Da qualche tempo a questa parte però qualcosa è cambiato e il trend si è invertito. A tal proposito è stato condotto uno studio, pubblicato su “Nature”, dal quale è emerso che dal 2012 al 2015 la perdita annua di ghiaccio dal continente antartico è triplicata rispetto a quella registrata dal 1992 al 2012, passando da 76 a 219 miliardi di tonnellate all’anno.

In termini di innalzamento del livello degli oceani ciò significa che si è passati da un aumento di 0,2 millimetri annui a uno di 0,6 millimetri. Il risultato di questa ricerca è stato ottenuto dal gruppo internazionale di ricerca IMBIE (Ice Sheet Mass Balance Inter-Comparison Exercise) in base alle analisi di 24 stime indipendenti del bilancio di massa del ghiaccio antartico effettuate tra il 1992 e il 2017 su dati provenienti da satellite.

A subire l’impatto più intenso del cambiamento climatico è, come noto, l’Antartide occidentale, dove le perdite sono passate da 53 miliardi di tonnellate all’anno negli anni novanta a 159 miliardi di tonnellate annui dal 2012, a spese in buona parte dei ghiacciai di Pine Island e Thwaite. Nell’Antartide orientale la situazione appare invece meno critica, almeno per ora; nell’arco di tempo considerato il bilancio del ghiaccio non si discosta sensibilmente dallo zero, con variazioni – anche positive – che appaiono principalmente legate alle fluttuazioni nelle nevicate.

Report Luca Angelini

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