21 October 2020

Perdita ghiacci in Groenlandia, realtà peggiore delle simulazioni

A volte ci si trincera dietro l’attendibilità di una simulazione per edulcorare eventuali foschi scenari rappresentati, ma in questo caso la realtà parla chiaro e in Groenlandia è addirittura peggiore delle aspettative.

Un gruppo di 89 scienziati di ESA e NASA, dell’Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise (IMBIE,) ha utilizzato i dati di 11 diversi satelliti ambientali ottenuti negli ultimi 30 anni, per monitorare le variazioni di volume, flusso e gravità della calotta glaciale ed ha rilevato che le perdite di ghiaccio hanno raggiunto un picco di 335 miliardi di tonnellate all’anno nel 2011, una tendenza che da allora è scesa a una media di 238 miliardi di tonnellate all’anno fino al 2018 ma, tuttavia, è rimasta sette volte superiore a quella osservata negli anni ’90.

La perdita di ghiaccio della Groenlandia

3.8 MILA MILIARDI di tonnellate di ghiaccio perse dal 1992 al 2018.Di conseguenza, livello dei mari aumentato di 10.6 millimetri.Perdita dei ghiacci nell'ultima decade pari a 254 miliardi di tonnellate annue, SETTE volte più rapida che negli anni '90.Non è la trama di un film horror climatico, è ciò che sta succedendo alla Groenlandia secondo un nuovo studio condotto da 89 scienziati di ESA e NASA che ha fornito il quadro più dettagliato mai ottenuto della perdita di ghiaccio groenlandese. Ed i risultati sono avvilenti: la perdita di ghiaccio sta avvenendo ad un ritmo molto più alto di quanto ci si potesse aspettare. Da una parte causato dall'aumento della temperatura dell'aria, dall'altra dall'aumento delle temperature oceaniche.Le perdite di ghiaccio hanno raggiunto un picco di 335 miliardi di tonnellate all'anno nel 2011, una tendenza che da allora è scesa a una media di 238 miliardi di tonnellate all'anno fino al 2018 ma, tuttavia, è rimasta sette volte superiore a quella osservata negli anni '90.Il gruppo di scienziati dell'Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise (IMBIE) ha utilizzato i dati di 11 diversi satelliti ottenuti negli ultimi 30 anni per monitorare le variazioni di volume, flusso e gravità della calotta glaciale.Il risultato più importante e preoccupante è che la Groenlandia sta reagendo molto rapidamente ai cambiamenti climatici perdendo massa. Questo ha conseguenze, prima di tutto, sull'innalzamento medio globale del livello dei mari, fenomeno che è irreversibile considerando le scale temporali umane. Con i nuovi dati si potranno effettuare previsioni più accurate, fondamentali per mettere a punto eventuali contromisure tenendo in conto che alcune delle aree più densamente popolate del pianeta si trovano proprio lungo le coste e le aree costiere, ovviamente, saranno le prime a subire le conseguenze dell'aumento del livello dei mari. Nell'ultimo report dell'IPCC, infatti, si prevede un aumento del livello dei mari di circa 60 centimetri entro il 2100, mettendo a rischio inondazioni oltre 360 milioni di persone. Quello che più preoccupa, come si vede dal video, è che i nuovi dati mostrano come l'aumento del livello dei mari causato dalla perdita di massa dei ghiacci groenlandesi stia seguendo uno degli scenari peggiori previsti dall'IPCC. Il Prof. Shepherd, uno dei capi del progetto, ha affermato come per ogni centimetro in più sull’innalzamento del livello dei mari circa 100 milioni di persone vengano esposte al rischio di inondazioni costiere.Le emissioni di gas serra continuano ad aumentare, non a diminuire. Stiamo lasciando alle generazioni future il compito di confrontarsi con impatti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici, come l'innalzamento del livello dei mari. Questi non sono eventi improbabili o che eventualmente avranno piccoli impatti: stanno GIÀ accadendo e saranno devastanti per le comunità costiere.Matteo

Geplaatst door Chi ha paura del buio? op Donderdag 12 december 2019

In altri termini sono ben 3.8 mila miliardi le tonnellate di ghiaccio perse dal 1992 al 2018. Come conseguenza, il livello medio degli oceani è aumentato di 10.6 millimetri. La perdita dei ghiacci nell’ultima decade è stata pari a 254 miliardi di tonnellate annue, sette volte più rapida che negli anni ’90 quando si attestava intorno a 33 miliardi per anno.

La ricostruzione qui sopra proposta ci mostra graficamente la drammaticità di questi dati, il cui trend, in relazione alla scala temporale umana, è ormai irreversibile.

Matteo Miluzio e Luca Angelini

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